Accusati di aver evaso il fisco per oltre un milione di euro: revocati gli arresti

Violenza sessuale, due arresti nell’Astigiano

ALBA Non sono più agli arresti domiciliari Massimo Borgotallo, di 48 anni, residente ad Alba, e la ex moglie, Luciana Rinaldi, di 49, di Piobesi: il giudice del Tribunale di Cuneo Carlo Gnocchi ha infatti accolto l’istanza del difensore, l’avvocato albese Roberto Ponzio, emettendo un’ordinanza in cui il provvedimento cautelare è sostituito con l’obbligo di firma alla stazione dei Carabinieri competente per territorio (Alba e Corneliano) relativamente alla sola imputazione relativa al reato di estorsione. La richiesta di scarcerazione era stata rigettata nel luglio scorso dal Tribunale del Riesame, e il pubblico ministero Chiara Canepa anche in questo caso aveva espresso parere contrario per il rischio di reiterazione del reato, avendo l’uomo aperto una nuova società.

I guai per la coppia erano iniziati con un’indagine della Guardia di Finanza, definita «Acuo», parola latina che significa «affilare», che rimanda alla ditta degli imprenditori, l’«Affilatura Albese» di Mussotto d’Alba, specializzata in affilature di strumenti e utensili. Borgotallo e Rinaldi sono accusati di una maxi evasione fiscale e di estorsione nei confronti di un ex dipendente, che sarebbe stato costretto a intestarsi la ditta ormai sommersa dai debiti sotto minaccia di licenziamento. In cinque anni (dal 2012 al 2016), gli indagati non avrebbero dichiarato incassi per 3,2 milioni di euro, evadendo oltre un milione di euro.

Il processo è radicato al tribunale di Cuneo in quanto a Borgo San Dalmazzo è stato stipulato l’atto notarile di cessione delle quote. Per i due imputati è stato richiesto e ammesso il rito abbreviato: l’espletamento è fissato per il 21 dicembre.

Adriana Riccomagno

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