Debiti con la società del gas: famiglie al freddo in un condominio di Asti

Il comune di Alba dispone la riattivazione degli impianti di riscaldamento fino al 30 aprile

ASTI Hanno poco meno di 130mila euro di debiti con la società di rifornimento del gas e quest’ultima ha deciso di razionare la fornitura. E’ quanto hanno denunciato alcuni proprietari di appartamenti di un condominio di corso Alessandria che, da quando è iniziata la stagione fredda, si sono visti accendere a singhiozzo i termosifoni del sistema di riscaldamento centralizzato.

Il caso finirà anche in un’inchiesta sulle liti condominiali che Sky Tg24 sta realizzando e per la quale ha inviato una troupe ad Asti. Un debito, quello vantato dal fornitore di gas, che si è accumulato nel corso di una decina di anni e che, a conti fatti, riguarda metà delle 48 famiglie che abitano nel condominio. Famiglie con tanti bambini piccoli e con molti pensionati per i quali non è per niente salutare stare al freddo per molte ore al giorno.

Da metà ottobre fino a qualche giorno fa, i termosifoni si accendevano due ore al mattino e due ore alla sera. Da tre giorni, invece, la società fornitrice del gas ha deciso di riscaldare dal mattino alle 7 fino alla sera alle 21.  Ma di notte i termosifoni rimangono spenti. E se da gennaio non verrà rispettato il piano di rientro che prevede il pagamento di una rata di 10mila euro al mese per il debito, la società ha già annunciato che tornerà al razionamento del calore ad appena quattro ore al giorno.

Dalla Casa del consumatore spiegano: «La responsabilità è duplice. In questo caso da un lato abbiamo i condomini morosi e dall’altro la latitanza dell’amministrazione dello stabile. La legge parla chiaro: in caso di morosità è fatto obbligo di agire con le azioni esecutive entro sei mesi dalla chiusura del bilancio ma questo non risulta sia stato fatto e pertanto l’amministratore potrebbe essere revocato giudizialmente».

Paolo Cavaglià 

 

 

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