Restaurato l’ingresso del cimitero progettato da Schellino

Restaurato l’ingresso del cimitero progettato da Schellino

DOGLIANI E’ stato inaugurato il restauro dell’ingresso monumentale al cimitero del paese progettato da Giovanni Battista Schellino tra il 1855 e il 1867. Il sindaco Franco Paruzzo ha rimarcato l’importanza dei lavori eseguiti: «Non si è trattato di semplici ritocchi, bensì di impegnativi e consistenti restauri», ha detto, ricordando che l’inaugurazione chiude la serie di eventi organizzati per celebrare il bicentenario della nascita del grande geometra, che si guadagnò l’appellativo di architetto.

Il primo cittadino ha ringraziato inoltre la fondazione Crc, senza il cui supporto non sarebbe stato possibile intervenire sul monumento e ha auspicato che l’attenzione verso Schellino non si esaurisca con le celebrazioni, ma diventi il punto di partenza per altri eventi culturali. «Per rendergli onore l’Amministrazione intende trasformare parte dell’ingresso del ritiro Sacra famiglia, opera parzialmente edificata dallo Schellino, in un luogo dove arte, cultura e solidarietà potranno convivere e crescere in armonia», ha aggiunto il sindaco.

Un invito ad apprezzare l’opera è venuto anche da Giandomenico Genta, presidente della fondazione Crc, che ha sottolineato come quello di Dogliani sia uno dei pochi cimiteri in Italia visitati costantemente dai presidenti della Repubblica, poiché vi riposa Luigi Einaudi, mentre il sindaco di Novello Roberto Passone ha ricordato che le opere dello Schellino creano una rete provinciale, legando tra loro la storia e la cultura di molti centri della Granda.

A illustrare i lavori è stata l’architetto Claudia Clerico: «Era il 2015 quando abbiamo iniziato a occuparci dell’ingresso del cimitero. Le condizioni di degrado erano sotto gli occhi di tutti». Il restauratore Nelson Lozano ha fornito ulteriori approfondimenti: «Era fondamentale occuparsi delle parti pericolanti, quali la pietra che si vede all’ingresso del cimitero fortemente soggetta a cedimenti. Sono stati inseriti alcuni perni, ma si è rispettato, nella generalità della struttura, il messaggio dello Schellino». Per quanto riguarda il colore si è usato il cosiddetto rosso Schellino, tipico delle opere dell’architetto e autorizzato dalla Soprintendenza ai beni culturali.

Debora Schellino

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