Federico Bertorello: il “receptionist” roerino che parla 17 lingue

Federico Bertorello: il "receptionist" roerino che parla 17 lingue

CASTA HOTEL Conosce e parla in maniera disinvolta 17 lingue. Se non è un record, poco ci manca, per il ventisettenne cornelianese Federico Bertorello, receptionist del nuovo Casta Hotel. «Ho la fortuna di essere madrelingua di italiano, inglese, francese e tedesco grazie alle origini dei miei genitori», spiega Federico che nella sua carriera scolastica, sembra paradossale, non ha studiato lingue: «Ho frequentato il liceo classico Govone ad Alba e la facoltà di giurisprudenza a Torino e Roma. Ho studiato le lingue da autodidatta con grande passione, se le avessi dovute studiare per motivi scolastici probabilmente avrei perso quel fuoco che mi animava».

Per Federico lo studio delle lingue è stata una valvola di sfogo: «Ricordo di aver vissuto un’adolescenza tormentata interiormente. Venivo deriso per essere in sovrappeso, lo studio è diventato un alleato, un amico che non mi ha mai tradito. Ricordo i giorni passati nella biblioteca civica di Alba a divorare libri su libri in qualsiasi lingua»

Cammin facendo a italiano, inglese, francese e tedesco Federico ha aggiunto Spagnolo, portoghese, olandese, belga fiammingo, boero (afrikaans), Romeno, Serbo-Croato, Greco Moderno, Norvegese, Danese, Svedese, Islandese e finlandese. «Peccato per il piemontese che capisco, ma non parlo se no sarebbero 18», scherza Federico che non solo non ha studiato a scuola le lingue, ma mai avrebbe pensato potessero diventare un lavoro: «Non volevo mischiare questa mia grande passione con il lavoro, per questo ho scelto altre strade: ho lavorato in un negozio di frutta e verdura, ho insegnato all’Apro e in una scuola privata di Alba. Di lì è partito l’avvicinamento con la decisione di insegnare lingue e in seguito di passare alle traduzioni per aziende e agenzie pubblicitarie».

Quella di receptionist del Casta Hotel sarà la prima di questo genere: «Ho accettato di mettermi in gioco perché i tempi erano maturi per una nuova sfida. L’obiettivo è creare dal nulla una clientela puntando sui rapporti umani e sull’idea che il cliente debba sentirsi come a casa e che debba andarsene con la voglia di tornare. Dopo i primi mesi di organizzazione e i primi giorni effettivi di lavoro in reception sono davvero felice della scelta fatta».

Difficile che dalla porta scorrevole della struttura entri qualcuno che Federico non sia in grado di accogliere nella lingua d’origine, ma in ogni caso il ragazzo si sta attrezzando: «Sto studiando in questo periodo Cinese, giapponese e Russo».

Marcello Pasquero

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