di Davide Barile
ALBA – Sembrava che sull’antenna Iliad di corso Piave 88 fosse calato il sipario, invece la vicenda prosegue. La società telefonica, il 18 marzo, ha presentato un ricorso al Tar per l’annullamento della determinazione dirigenziale della ripartizione urbanistica comunale, che era datata 17 gennaio, con la quale era stata stracciata una precedente autorizzazione all’installazione rilasciata all’azienda Iliad il 25 novembre.
L’Amministrazione comunale sarà rappresentata in giudizio dall’avvocata Elisabetta Maccagno, dipendente dell’ente. Il progetto per l’impianto in questione prevede un palo di trenta metri su cui porre l’antenna vera e propria di tre, da posizionare nel retro del supermercato In’s, a pochi metri dal complesso Vecchia fornace di corso Europa. Proprio la vicinanza alle abitazioni, con il supposto rischio di essere esposti a emissioni pericolose e a crolli della struttura a causa dell’urto dei camion che devono fare manovra nella zona, aveva fatto scattare l’allarme tra i residenti. Essi si erano fatti promotori di una raccolta firme e, tramite l’avvocato Pier Giorgio Coppa, avevano stilato una lista di argomentazioni per richiedere la revoca dell’autorizzazione, che era stata inoltrata il 31 dicembre.
La vicenda, in realtà, era iniziata nella scorsa primavera e, in un primo momento, il Comune e l’ente per la tutela paesaggistica avevano espresso parere negativo per l’installazione. Il cambio di rotta del 25 novembre da parte del Comune era legato alla modifica parziale del progetto di Iliad, che prevedeva il mascheramento dell’antenna sommitale con un cilindro. Se, a prima vista, il ripensamento da parte dell’Amministrazione può sembrare inspiegabile, per capire meglio è utile rispolverare la determina del 17 gennaio. Nell’atto, era specificato che Iliad aveva dichiarato di aver redatto la pratica nel «rispetto degli obblighi normativi», ma era stato fatto notare che mancava la procedura di condivisione dei siti prevista dall’articolo 10 del Regolamento comunale per l’installazione e l’esercizio degli impianti fissi per teleradiocomunicazione.
Tale articolo spiega, in pratica, che le antenne di grandi dimensioni devono sfruttare, se presenti, quelle già esistenti nel raggio di mille metri. E nella zona, per la Iliad ci sarebbero altre soluzioni, come il palo Tim in via Dario Scaglione.
La società sembra però non accontentarsi e, nel frattempo, ha presentato un’altra domanda per l’installazione di un’antenna in strada Ballerini. Le preoccupazioni dei residenti sono state già raccolte dal comitato di quartiere di San Cassiano, che è presieduto da Gianfranco Cassinelli.
