“Taborèt”, un termine comune a piemontese e romeno

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ABITARE IL PIEMONTESE

Taborèt: Sgabello privo di schienale, persona di bassa statura

Sul piemontese agiscono svariati influssi linguistici, a cominciare dalle radici neolatine. Come ben sappiamo non siamo i soli a trarre dalla nostra lingua un’origine così antica e varia. Sì, perché come accennai già tempo fa, il piemontese vanta il medesimo ceppo linguistico di altre lingue apparentemente distanti, ma profondamente legate tra loro. Le principali di queste sono la lingua catalana, sarda, francese e romena. Ebbene sì, è di quest’ultima che parliamo oggi. Infatti la Romania è così chiamata poiché pare essere l’ultima figlia di Roma, nata tra il 101 al 107, quando la Dacia fu conquistata dal condottiero romano. L’Imperatore Traiano vi insediò tre legioni. E da allora la lingua ha cominciato a evolversi, tanto da queste parti, quanto da quelle.

Ci ritroviamo oggi con una serie di parole ben comprensibili nell’una e nell’altra lingua, tanto in piemontese, quanto in rumeno. Lo sapranno bene le persone che hanno raggiunto queste zone per il lavoro agricolo; quando si sono trovati davanti a imprenditori agricoli o colleghi di madrelingua piemontese, avranno tirato un sospiro di sollievo nell’udire alcune parole comprensibili.

Eccone alcuni esempi riportati nell’ordine piemontese-romeno (con relativa traduzione in italiano): rangé-aranjà (aggiustare, mettere a posto), birò-birou (ufficio/scrivania), crajòn-creion (matita), un doi trèi, unu doi trei (uno due tre), Duminica-Duminică (domenica), ëmpiura-umplutura (ripieno) fiȓvaje-firimituri (briciole), giuté-ajutà (aiutare), grev-greu (pesante), genà-jenat (imbarazzato), òm-om (uomo), orss-urs (orso), pèrsi-piersici (pesche), portigàl-portocală (arancia ), ringȓèt-regret (rimpianto), scapadacà-scăpat de acasă (mal vestito), sapin-suspin (sospiro tendente al pianto), Taborèt-taburet (sgabello basso senza schienale), tiraborson-tirbușon (cavatappi), uss-ușă (uscio/porta), vinvara-veveriță (scoiattolo/roditore).

La parola taborèt è una di quelle che ci giunge dall’arabo. Tab, infatti, rappresenta uno strumento musicale a percussione,tipico persiano: una sorta di tamburo. Per questo gli sgabelli, che somigliano sostanzialmente ad un tamburo sono chiamati così. Come, del resto anche le persone alte poco più d’uno sgabello.

Sentite grazie a Raluca e Gabriela per la costruttiva consulenza linguistica tra Piemonte e Romania.

Paolo Tibaldi

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