Intesa conquista Ubi: adesioni allo scambio vicine al 72 per cento

Fusione Intesa-Ubi, offerta prolungata di due giorni. Adesioni oltre il 50 per cento

Intesa Sanpaolo conquista Ubi Banca con due giorni di anticipo rispetto alla chiusura dell’offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Cà de Sass nel febbraio scorso. Le adesioni all’offerta hanno raggiunto il 71,91%, ben oltre la quota del 66,67% che serviva a Intesa per controllare l’assemblea straordinaria e quindi procedere alla fusione di Ubi. Che l’operazione stesse arrivando in porto era nell’aria già ieri quando il fondo Silchester, che detiene l’8,5% di Ubi, aveva comunicato l’adesione all’Opas facendo superare la soglia del 50 per cento complessivo. Stamane poi è arrivata anche l’adesione del Car, il patto di sindacato che riunisce alcuni grandi azionisti della banca guidata da Victor Massiah, e si è avuto la certezza del controllo.

L’operazione taglia il traguardo, anche se tecnicamente si chiuderà il 30 luglio, dopo cinque mesi di confronto aspro. Da una parte Intesa che ribadiva la necessità di creare un grande gruppo europeo da 5 miliardi di euro di utile e dall’altra Ubi banca che si è opposta in tutti i modi alle nozze con Cà de Sass. Il confronto non è stato privo di segnalazioni alla Consob, all’Antitrust e non ultimo anche al giudice civile. Da Intesa più volte è stato ribadito che le nozze tra i due gruppi porterà «potenzialità rilevanti per i territori con la creazione di valore per tutti gli attori coinvolti, non solo i soci». Lo stesso amministratore delegato di Intesa, Carlo Messina, ha parlato di «grande progetto per creare un leader europeo». Tutti temi che, in questi mesi, i grandi soci di Ubi hanno respinto, bocciando l’operazione come «ostile e inaccettabile», conveniente solo «per Intesa Sanpaolo».

La svolta è arrivata quando Intesa Sanpaolo ha deciso di rilanciare. Inizialmente l’offerta pubblica di scambio prevedeva 17 azioni di Intesa Sanpaolo di nuova emissione in cambio di 10 di Ubi banca. Cà de Sass ha poi aggiunto la componente in denaro di 0,57 centesimo per ogni azione, mettendo sul piatto la somma complessiva di 652 milioni di euro. Il rilancio ha provocato un effetto domino sugli azionisti di Ubi che, in rapida successione, hanno deciso di aderire.

La fusione tra le due banche, secondo le previsioni, porterà a numeri molto significativi. L’ammontare degli impieghi sarà di circa 460 miliardi di euro; il risparmio che gli italiani affideranno alla nuova banca supererà il valore di 1.100 miliardi di euro, i ricavi saranno pari a 21 miliardi.

Con la nascita del nuovo gruppo si dovranno rispettare le condizioni poste dall’Antitrust che prevedono la cessione di 532 filiali a Bper, così come è stato già concordato nei mesi scorsi.

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