Fusione Intesa-Ubi e contributi fondazione Crc: Olindo Cervella interroga sui risvolti albesi

Fusione Intesa-Ubi, offerta prolungata di due giorni. Adesioni oltre il 50 per cento

ALBA «Non dovrebbero esserci contraccolpi occupazionali per gli impiegati delle filiali cittadine di Ubi banca: a quanto ho appreso a seguito dei colloqui con i dirigenti Miccichè e Palezona, nessuno dei cinque sportelli albesi dovrebbe venir incluso fra i 553 che Intesa Sanpaolo cederà a Bper, quando quest’ultima effettuerà l’aumento di capitale previsto». È il primo cittadino Carlo Bo a chiarire i riflessi albesi dell’acquisizione di Ubi banca da parte di Intesa Sanpaolo: le precisazioni in risposta all’interrogazione presentata dal consigliere di minoranza Olindo Cervella.

Non solo occupazione locale, la parte più sostanziosa dell’accordo, per il cuneese, riguarda le conseguenze, in termini di introiti dal pacchetto azionario che, la fondazione Crc, detiene in Ubi Banca: «Dall’operazione dovrebbero nascere plusvalenze consistenti», ha proseguito il consigliere Cervella. «Per questo chiediamo indicazioni in merito alla destinazione di quelle risorse, visto che il patrimonio della Fondazione nasce dai risparmi dei cittadini».

«Sappiamo che dal premio per i 64 milioni di azioni detenute, arriveranno nelle casse della fondazione Crc circa 38 milioni di euro, non si tratta però di una plusvalenza dal momento che i soldi saranno reinvestiti sul territorio», ha proseguito Bo in merito al quesito. «Ho chiesto al presidente Genta un occhio di riguardo per Alba, dopo un periodo segnato purtroppo da una gestione Cuneo-centrica. È vero abbiamo avuto fondi per 11 milioni di euro ma la nostra area produce la parte maggiore del Pil della Granda» la chiosa conclusiva.

Con l’insediamento del nuovo consiglio di amministrazione dopo la fusione fra Intesa Sanpaolo e Ubi banca dovrebbe nascere, ad Alba un centro direzionale: «un passo assolutamente necessario» ha precisato Bo.

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