Il Comune taglia l’assistenza all’autonomia per gli studenti

La Befana ci porterà le scuole tutte nuove 3

SCUOLA Gli unici studenti ammessi alla frequentazione delle lezioni sono, in questi giorni, quelli affetti da disabilità o con bisogni educativi speciali (identificati con la sigla Bes, ndr).

Oltre agli insegnanti di sostegno, gli studenti della prima categoria, possono contare sul supporto di un assistente all’autonomia: si tratta di operatori con studi nell’ambito socioeducativo, incaricati di facilitare la comunicazione, l’apprendimento e l’integrazione di ogni bambino o ragazzo nell’ambiente scolastico. Operazione condotta in sinergia con i docenti ordinari e di sostegno, con la famiglia e il contesto sociale di riferimento (la classe e non solo, ndr).

Questa figura viene assegnata a ognuno di loro, secondo un monte ore variabile per ogni caso, sulla base dei bisogni certificati, dal momento che la procedura è personale. Quando si tratta di istituti comprensivi, la materia è di competenza dei Comuni, tenuti a dotare le scuole dei fondi necessari: ad Alba fa notizia il taglio del 50 per cento delle ore di assistenza nei quattro plessi delle circoscrizioni cittadine. Una decisione che ha motivato la richiesta di chiarimenti da parte dei consiglieri di minoranza Anna Chiara Cavallotto ed Elena Di Liddo, firmatarie di un’interrogazione scritta per l’assessore all’istruzione Elisa Boschiazzo. Spiega Cavallotto, insegnante di sostegno ad Alba: «La notizia del dimezzamento delle ore di assistenza, decisa dall’Amministrazione, ci è stata comunicata senza preavviso. Noi insegnanti non ce lo aspettavamo, la presenza di queste figure è un diritto sancito dalla legge: il provvedimento rischia di penalizzare i ragazzi e le loro famiglie: da quanto ci risulta, quasi tutti i genitori di studenti disabili hanno deciso di usufruire della didattica in presenza».

L’ex assessore alle politiche giovanili ha poi aggiunto: «La decisione va a discapito degli stessi assistenti, per la maggior parte giovani assunti da cooperative locali, lasciati a casa da un giorno all’altro. Tutto questo in un momento in cui è fondamentale tutelare il lavoro: scelta poco rispettosa perché non ci risulta che le riduzioni abbiano invece riguardato i loro omologhi dipendenti direttamente dal Comune, generando una disparità di trattamento. Visto che i fondi sono già stati versati alle scuole questa azione arbitraria si sarebbe potuta evitare».

Pronta la reazione dell’assessore Boschiazzo: «L’interrogazione mi ha sorpresa: le firmatarie lavorano nel mondo della scuola e conoscono bene la situazione. Il passo è maturato in accordo con i dirigenti dei quattro istituti ed è motivata dalla riduzione delle ore in presenza anche per gli studenti disabili. Rispetto all’orario consueto si limitano oggi al mattino con un calo della metà: non tagliare le ore di assistenza sarebbe stato uno spreco di risorse».

L’Amministrazione stanzia tra i 300 e i 350mila euro l’anno per l’assistenza all’autonomia: in questa cifra sono comprese le retribuzioni dei nove dipendenti comunali. «Per questi, la riduzione non è stata, in tutti i casi, pari al 50 per cento», conferma Boschiazzo. Gli altri fondi, vanno direttamente alle scuole, che reperiscono gli assistenti con i bandi. «Sono novantuno gli studenti che ne usufruiscono, dall’infanzia alle medie: come ogni anno, i soldi sono già stati assegnati: le risorse risparmiate dalle scuole verranno accantonate, senza cambiare la loro destinazione. Non si tratta di un taglio ma di una rimodulazione in base a una decisione rinegoziabile, con i presidi, assieme ai quali ci troveremo, ogni settimana per seguire l’andamento della pandemia. Nei prossimi giorni, inoltre, i focolai individuati, impediranno, in alcuni plessi, le lezioni in presenza anche a quegli studenti affetti da disabilità».

f.p.

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