Dal Municipio di Alba 130mila euro per contribuire a bollette e affitti di chi è in difficoltà

ALBA La marginalità e il silenzio sono due condizioni a cui, senza possibilità di obiezione, vengono costrette migliaia di persone. Secondo il rapporto Come va il Piemonte, pubblicato da Ires a inizio ottobre, in Regione la crisi pandemica si è ripercossa, in modo significativo anche sui redditi delle famiglie, calati in misura più intensa della media italiana.

È aumentata dunque la disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza: i ricercatori spiegano che il fenomeno «ha raggiunto livelli superiori rispetto a quelli toccati dopo la crisi del debito sovrano, interrompendo la tendenza declinante in atto dal 2015». Le difficoltà riguarderebbero sia le famiglie che hanno un reddito da lavoro sia quelle che ne sono prive. Nel gruppo di queste ultime si registrano problematiche maggiori nei casi in cui la persona sia straniera, giovane oppure con titolo di studio basso. Nel 2020 è anche aumentata, al 6,7 per cento, la quota di minori che vive in contesti familiari senza reddito da lavoro.

Insomma, molti faticano a riprendersi dalla crisi economica seguita al Covid-19 e alle misure messe in atto per contenerla. In questo contesto il Comune di Alba ha deciso di destinare 132mila euro a un fondo per le famiglie in difficoltà: dal 20 ottobre sono aperti i bandi per la concessione di contributi, che i beneficiari destineranno al pagamento di affitti e utenze domestiche, energia elettrica e tassa rifiuti.
Le domande potranno essere presentate fino al 10 novembre: gli interessati dovranno utilizzare i moduli disponibili, on-line, sul sito Internet del Municipio, nella sezione Situazione coronavirus ad Alba. Potranno essere ammesse al bando soltanto le persone residenti in città e con un Isee pari o inferiore a 15mila euro: gli altri requisiti per l’ottenimento del sussidio sono consultabili sul portale dell’ente locale.
La misura dell’Amministrazione, sebbene di supporto, non sarà sufficiente a risolvere l’emergenza abitativa: ad Alba sono oltre 500 le persone che vivono (o attendono di entrare) in alloggi di edilizia sociale a canone agevolato; decine le famiglie a rischio sfratto o in situazione di grave precarietà economica.

In questo scenario si contano oltre 1.500 alloggi sfitti per timore dei proprietari di incappare in inquilini morosi. Si diffida dei migranti, dei poveri e degli anziani, giudicati “non affidabili”. Fattori culturali e pregiudizi impediscono a moltissime famiglie fragili di riguadagnare autonomia e possibilità evolutive.

Valerio Mo

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Con Elisa Boschiazzo, assessore albese alle politiche sociali trattiamo dell’emergenza alloggi in città.

Entro quando saranno disponibili, per le famiglie, i fondi che avete messo a bilancio?

«I bandi sono due: uno per la richiesta del contributo sugli affitti, un altro per sovvenzioni su Tari ed energia elettrica. Nel complesso le somme disponibili per le richieste ammontano a 132mila euro: non conosciamo ancora l’entità del contributo erogato a ciascun nucleo familiare, l’ammontare verrà calcolato e ripartito in base al numero di domande che ci perverranno. Se le domande saranno tante e risulterà impossibile soddisfarle tutte, implementeremo lo stanziamento. L’anno scorso avevamo concentrato le risorse economiche sui buoni per l’acquisto di generi alimentari: questa volta abbiamo preferito dedicarle all’urgenza abitazioni».

Come mai questa scelta?

«Il Covid-19 ha costretto molte persone a rimanere a casa, immobili dal punto di vista lavorativo. Per alcune di loro è stato faticoso pagare l’affitto: spero che il contributo economico possa aiutare le famiglie in difficoltà anche perché, dopo alcuni mesi di morosità nei pagamenti del canone, si rischia di incorrere nella procedura di sfratto».

Cosa accadrà nel futuro immediato in termini abitativi, secondo lei?

«La fase dell’emergenza sanitaria dovrebbe concludersi il 31 dicembre: dopo questa data verrà meno il blocco degli sfratti previsto dal Governo e molte famiglie potrebbero ritrovarsi in difficoltà. Il finanziamento del Comune potrebbe rappresentare uno strumento di supporto».

v.mo.