La trifola è a fumetti

La trifola è a fumetti

RODDI Alla vigilia della chiusura della Fiera del tartufo, sabato scorso l’ente turismo Alba Bra Langhe Monferrato Roero ha avuto tempo di presentare, nel castello di Roddi, due opere letterarie legate, rispettivamente, alla micologia e all’arte bianca: Tuber comics, creazione grafica dell’associazione Tested bosk, e Dalla terra al pane del mugnaio Fulvio Marino. In apertura, il direttore dell’Atl Mauro Carbone ha spiegato come l’idea di illustrare il mondo del tuber magnatum Pico in un libro sia stata proposta dall’azienda turistica.

Lo sceneggiatore di Tuber comics, l’alessandrino Walter Riccio, ha illustrato la genesi dell’opera, alla quale hanno collaborato anche Luigi Piccatto, Francesco Scrimaglio, Sergio Ponchione, Cristiano Spadavecchia, Cesare Valeri, Elena Pianta, Gabriella Piccatto, Renato Riccio, Davide Piccatto e Virginia Chiabotti. «Provengo dal genere fantascienza e fantasy, la sfida è stata interessante e, attraverso le fonti che ci hanno fornito, abbiamo scoperto un mondo e una storia avvincente. Il racconto inizia con un mito: nella Roma antica, Giove fulminatore scaglia un tartufo sottoterra. Da lì, le pagine prendono una piega horror. Quasi come in un racconto di Edgar Allan Poe, il tuber magnatum Pico capisce di essere intrappolato e inizia a emanare il proprio profumo per attirare animali che possano liberarlo. Nelle pagine successive passiamo ai fatti documentati, come l’usanza, da parte dei Savoia, di usarlo come strumento diplomatico. Parlando della cerca, abbiamo dato spazio al rapporto tra cane e trifolao, facendo un piccolo excursus su quando i Celti si avvalevano dei maiali».

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Fulvio Marino

Il disegnatore Luigi Piccatto, castagnolese con residenza artistica ad Asti, è un nome legato indissolubilmente a Dylan Dog, l’investigatore dell’incubo creato da Tiziano Sclavi. «Per realizzare Tuber comics ha collaborato un gruppo di valenti autori locali. C’è la tendenza a trascurare il fumetto come mezzo espressivo, mentre invece può fornire grandi soddisfazioni».

Carbone ha poi parlato del pop-up interno al libro, del quale è stata realizzata una versione in scala maggiore «che ci porteremo dietro durante i nostri giri promozionali». L’autrice è Gabriella Piccatto che commenta: «Per realizzare un pop-up è necessario calcolare ogni piega. L’opera è divisa in quattro aperture: nella prima c’è il tartufo nel suolo, sotto una quercia, poi un paesaggio collinare con il cane e il cercatore, il centro storico di un borgo nostrano e, infine, una trifola grattata sull’uovo».

Successivamente, la parola è passata a Marino, classe 1986, esponente della terza generazione dell’omonimo mulino di Cossano e volto noto in Tv con Antonella Clerici. Sfogliando le 240 pagine di Dalla terra al pane, si può scoprire che forme assume l’alimento nei diversi angoli del mondo e quali ingredienti sono utilizzati. «La parola pane c’è in tutti gli idiomi e connota molte tradizioni locali. Penso al pane di segale in Trentino o a quello di grano duro in Meridione. Lì, i forni sono alimentati a paglia, un combustibile che assicura meno calore ma per più tempo. In America, dove tutto corre veloce, anche il pane segue questa tendenza ed è sfornato in tempi rapidi». Il mugnaio ha evidenziato come negli anni il consumo di pace sia diminuito, mentre, a livello europeo, resta l’alimento più sprecato.

Davide Barile

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