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La crisi sistemica della sanità cuneese

La crisi sistemica della sanità cuneese

CUNEO In pochi giorni Cuneo ha registrato le dimissioni della Direttrice Generale dell’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo Elide Azzan, e della Direttrice Sanitaria Monica Rebora.

L’assessore regionale Icardi dichiara di essere al lavoro per la successione delle due direttrici e si dice che sia particolarmente interessato ad accelerare i tempi per il nuovo ospedale entro la scadenza del proprio mandato. Colpisce il silenzio assoluto sulla crisi sistematica in cui versa la sanità cuneese che sta spingendo in un angolo da una parte donne e uomini che lavorano in prima linea nelle strutture sanitarie e socio assistenziali e dall’altra, cittadine e i cittadini esasperati dalle difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie e dai costi rilevanti che si devono sopportare nel momento in cui si deve ricorrere alle strutture per anziani o si vive il dramma di familiari non autosufficienti.

Che aria si respira tra i medici, i tecnici, gli infermieri dell’A.S.O. S. Croce di Cuneo? 

Carmelo Castello, Segretario Generale FP CGIL Cuneo: c’è molta preoccupazione, rabbia e rassegnazione.

È netta la sensazione che la Giunta regionale sia più interessata al giro di poltrone dei direttori e dall’affare “nuovo ospedale” che dall’affrontare la situazione d’emergenza che si sta vivendo in corsia e negli ambulatori. Le ultime vicende destabilizzano ancora di più il personale che già da troppo tempo sopporta carichi di lavoro estenuanti. Abbiamo detto più volte e continueremo a dirlo: bisogna assumere medici e infermieri e cessare la pratica assurda dei medici gettonisti; serve un piano sanitario serio ed efficace. Solo così si potrà garantire una sanità tempestiva e di livello a tutte le cittadine e a tutti i cittadini. Noi continueremo la nostra battaglia fino a quando non si cambierà direzione e la Regione finirà di incrementare la sanità privata a discapito della sanità pubblica.

Altri segnali di allarme e di crisi: tempi delle liste di attesa, disponibilità posti e costo delle rette delle case d riposo, servizi domiciliari per la non autosufficienza. Qual è la situazione vista con gli occhi di una persona anziana? 

Giovanni Battista Panero, Segretario Generale SPI CGIL: preoccupante e precaria, non solo per un anziano. Purtroppo noi anziani abbiamo l’aggravante di ricorrere con maggior frequenza ai servizi sanitari e socio assistenziali. I tempi di attesa della sanità pubblica spingono le persone a rivolgersi alle strutture private. In tanti, per ragioni di sostenibilità economica, sono costretti a rinunciare alle cure, con le conseguenze facilmente immaginabili. Mancano posti nelle case di riposo e le rette sono troppo alte. I costi stanno diventando insostenibili per molti pensionati e per le loro famiglie.

Chiediamo alle ASL e al Presidente della Regione Cirio di affrontare rapidamente tutte le questioni a garanzia della tutela della salute e della dignità dei pensionati e delle persone anziane.

Chiediamo un potenziamento dei servizi negli ospedali, in particolare sulle liste di attesa per esami e visite, rette delle case di riposo sostenibili e un investimento reale nei servizi all’assistenza domiciliare e nella medicina di prossimità. Gli anziani non possono essere vissuti come un costo sociale. Sono la nostra memoria e in molti casi, l’unico sostegno a famiglie sempre più in difficoltà dal punto di vista economico.

Quale futuro attendersi per la sanità cuneese? 

Piertomaso Bergesio Segretario Generale della CGIL Cuneo: stiamo raggiungendo un punto di non ritorno. Il diritto universale alla salute, sancito dalla nostra Costituzione, sta diventando un privilegio per pochi, anche a Cuneo. La pandemia non ha insegnato nulla. Senza una sanità pubblica efficiente e tempestiva muore il senso stesso di comunità. Non possiamo arrenderci all’idea che tutto si misuri in denaro. Nelle prossime settimane avvieremo una campagna di informazione sullo stato della sanità pubblica e sulla sua importanza per la tenuta democratica e per lo sviluppo socialmente sostenibile delle nostre comunità territoriali. Servono risposte urgenti. Noi ci batteremo, insieme alle organizzazioni e le associazioni del territorio che condividono le nostre stesse preoccupazioni affinché la Regione Piemonte torni a investire seriamente nella sanità pubblica cuneese e regionale. Non parliamo di investimenti nel mattone, Servono medici, infermieri, operatori socio assistenziali. Non c’è più tempo da perdere.

CS CGIL CUNEO

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