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Il Tar del Piemonte accoglie il ricorso della Lav e blocca il piano astigiano per l’uccisione dei caprioli

Il piano non dava prove degli incidenti a loro imputati e riportava danni all’agricoltura risibili

Il Tar del Piemonte accoglie il ricorso della Lav e blocca il piano astigiano per l'uccisione dei caprioli

ASTI «Accogliamo con soddisfazione la notizia che il Tar del Piemonte nella sua udienza del 19 giugno abbia definitivamente confermato la sospensione del piano che prevedeva un massacro di 1.240 caprioli in provincia di Asti senza alcuna prova degli incidenti a loro imputati e con danni all’agricoltura meno che risibili», commenta Massimo Vitturi, responsabile nazionale Lav animali selvatici (Lega anti vivisezione).

«In questi giorni gli agricoltori hanno sferrato un  attacco contro gli animali selvatici. Prendendo a pretesto i danni all’agricoltura e riportando cifre che non hanno alcun riscontro scientifico, chiedono lo sterminio di qualsiasi specie», spiega l’associazione. «Quando si vanno ad analizzare i dettagli si scopre, come nel caso di Asti, che i danni imputabili agli animali sono irrisori, una nullità se comparati con quelli attribuibili ai cambiamenti climatici.  Il piano predisposto dalla Provincia di Asti riportava che solamente in otto delle quarantuno aree censite nel 2023 erano stati riferiti danni all’agricoltura imputabili ai caprioli, mentre non era riportato alcun dato in merito agli incidenti stradali che sarebbero stati causati dai caprioli».

La sospensione definitiva ha anche fissato la data dell’udienza di merito che si terrà il 2 aprile 2025. Lav annuncia anche di valutare ulteriori interventi segnalando il procedimento alla Corte dei conti con riferimento al danno erariale derivato dall’illegittima uccisione dei caprioli, analogamente a quanto accaduto nel 2018 quando, a seguito della denuncia della Lav, il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, assieme a un suo funzionario, si è trovato costretto a sborsare quasi un milione di euro per il danno causato alla collettività avendo consentito l’uccisione di animali selvatici in violazione delle norme nazionali di tutela. Proprio come potrebbe accadere in Provincia di Asti, considerato che gli abbattimenti non erano stati sospesi nonostante le due diffide inviate dalla Lav, nelle quali venivano evidenziati i gravi profili d’illegittimità del piano che ora ne hanno determinato la sospensione grazie all’intervento del Tar.

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