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La pessima immagine culturale offerta da Alba e Bra nell’incuria riservata ai suoi monumenti

La pessima immagine culturale offerta da Alba e Bra nell’incuria riservata ai suoi monumenti

Sul numero di martedì 4 giugno abbiamo pubblicato una lettera di Elio Rancoita che denuncia l’incuria di alcuni monumenti ad Alba e Bra. Una segnalazione che al momento non ha avuto risposte ufficiali e alla quale si è accodata la sezione locale di Italia Nostra, da anni a tutela del patrimonio culturale delle nostre zone. Ve le presentiamo qui di seguito.

LA LETTERA Egregio direttore, ancor prima di esaminare nel dettaglio le immagini che allego, mi conceda anteporre un preambolo che servirà per meglio comprendere il successivo prosieguo del testo. Allora… non manca momento che Gabriella mia moglie, non mi chieda se, a distanza di anni, le mie simpatie o affetti siano più orientati verso la città di Alba che mi ha accolto sin dai lontani anni ’80 (io nato a Torino); oppure la città di Bra, terra natia di mia madre figlia del Roero. Territorio che peraltro ci accolse, sfollati, in tempo di guerra. Non le ho mai dato una chiara risposta!

Passo allora al dunque osservando le immagini inviate: passeggiando per Alba, si può osservare come nei giardini pubblici di corso Matteotti, le autorità del tempo (1857) intesero, con un monumento, onorare due scienziati, l’uno maestro dell’altro: Francesco Giuseppe Gardini (medico e professore di filosofia al Real collegio di Alba) e Carlo Giuseppe Bertero (medico, botanico e fisico); sono ritratti in bassorilievo sulla colonna vicino alla mano destra della donna che rappresenta la scienza nell’atto di incoronare d’alloro maestro e allievo.

La pessima immagine culturale offerta da Alba e Bra nell’incuria riservata ai suoi monumenti 1
monumento a Edoardo Mosca a Bra

Passeggiando per Bra nella frazione di Pollenzo, nel rinnovato parcheggio vetture adiacente la ben nota Università di scienze gastronomiche, troviamo un altro bel monumento eretto a nome e ricordo del compianto professor Edoardo Mosca, importante figura di riferimento per la cultura archeologica braidese; scopritore peraltro della stele funeraria del liberto Marco Lucrezio Cresto, il quale nell’epigrafe si dichiara con orgoglio “merkator vinarius”.

La lastra di marmo (oggi nel museo archeologico di palazzo Traversa in Bra), non è particolarmente attraente sotto l’aspetto estetico, risulta però un significativo documento storico, unico per questa area; attesta in ogni caso non solo la professione di commerciante di vino, ma anche verosimilmente la coltivazione della vite in epoca romana (siamo alla porta delle Langhe).

Purtroppo, dalle immagini che i lettori vedranno, scritte commemorative, figure e volti risultano invisibili o addirittura scomparsi; credo anche per incuria (ma non solo del tempo). Concludo, direttore, con alcune domande: figure così eminenti, che tanto hanno dato alle loro città, non pensa meriterebbero maggior considerazione con una puntuale cura e attenzione dei monumenti a loro dedicati?

Quale immagine diamo ai tanti visitatori sia stranieri che di altre regioni d’Italia, magari non solo interessati a vino, tartufi e formaggi? Motivo per il quale non ho mai dato una chiara risposta alla pressante domanda di Gabriella… e comunque nulla a che vedere con le “prossime” elezioni.

Elio Rancoita

Anche Italia Nostra si unisce alla segnalazione d’incuria in città

Abbiamo appreso dalla lettera pubblicata da Gazzetta d’Alba dell’evidente degrado di alcune componenti del monumento ai dottori Carlo Giuseppe Bertero e Francesco Giuseppe Gardini, collocato nel giardino pubblico prospiciente corso Matteotti ad Alba. La scultura, di proprietà pubblica, raffigura una donna (allegoria della Scienza) nell’intento di incoronare d’alloro i due scienziati, ritratti in bassorilievo, nei soli volti di profilo, sul frammento di colonna posizionato a destra della figura femminile.

La celebrativa opera scultorea (finora studiata da Walter Accigliaro in rispettivi testi pubblicati nel 2010 e nel 2018) è il risultato di un’iniziativa avviata da un cittadino comitato promotore nel 1853 e poi approvata dal Consiglio comunale nel 1857.

L’erezione, originariamente prefigurata nella piazza Carlo Alberto (o del Tribunale, l’odierna piazza San Francesco d’Assisi), avviene in quell’anno: la figura femminile e il frammento di colonna realizzati dallo scultore Giuseppe Dini ed il basamento con l’epigrafe dedicatoria progettato dall’architetto Giorgio Busca.

Da qualche tempo il monumento mostra evidenti segni di degrado. Soprattutto nel basamento e nel volto della donna sono osservabili deterioramento ed anche parziali distacchi dei rispettivi materiali costitutivi. In considerazione di tutto ciò, questa Sezione di Italia Nostra chiede a codesti Enti competenti accertamenti specifici e relativi provvedimenti per addivenire ad un tempestivo restauro.

Roberto Giretti (presidente Italia Nostra, sezione Alba)

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