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Oggi è la giornata del rifugiato. Ogni minuto nel mondo 20 persone sono costrette a fuggire

Oggi è la giornata del rifugiato. Ogni minuto nel mondo 20 persone sono costrette a fuggire

GIORNATA DEL RIFUGIATO Ogni minuto, 20 persone devono lasciare la loro casa, la propria terra, gli affetti, per sfuggire a guerre, persecuzioni o terrore. Per riconoscere la forza e il coraggio di coloro che sono stati costretti a fuggire dai loro paesi d’origine per sfuggire a conflitti o persecuzioni, l’Onu, insieme all’Unione africana, celebra oggi (20 giugno) la Giornata mondiale del rifugiato che ha come tema “Per un mondo che accoglie i rifugiati” che vuole sottolineare l’importanza della solidarietà internazionale per trasformare la loro vita.

Secondo l’Onu, ora più che mai, i rifugiati hanno bisogno di solidarietà e di porte aperte. Solidarietà con coloro che sono costretti a fuggire significa anche cercare soluzioni alla loro situazione: porre fine ai conflitti in modo che possano tornare a casa in sicurezza, garantire loro l’opportunità di ricostruire all’interno delle comunità che li hanno ospitati e fornire ai paesi ospitanti i mezzi necessari per accogliere e assistere i rifugiati.

I dati dell’Unhcr di fine di giugno 2023 riportano 110 milioni di persone in tutto il mondo sfollate con la forza a causa di persecuzioni, conflitti, violenze, violazioni dei diritti umani.

Nella prima metà dell’anno, circa il 90% dei nuovi sfollati ha riguardato conflitti nuovi e in corso e crisi umanitarie in paesi come l’Afghanistan, la Repubblica Democratica del Congo, l’America Latina e i Caraibi, il Myanmar, la Somalia, il Sudan e l’Ucraina. Negli anni ’90, una media di 1,5 milioni di rifugiati  erano in grado di tornare a casa ogni anno, rispetto ai circa 385mila dell’ultimo decennio.

In Italia avviati 11mila percorsi di integrazione

Grazie a Welcome. Working for refugee integration, nel 2023 in Italia sono stati avviati 11mila e 700 percorsi professionali per persone rifugiate, un  risultato che porta a 34mila il totale degli inserimenti realizzati con il programma dalla sua nascita nel 2017, con un aumento in questa sesta edizione del 32% rispetto alla precedente.

Sono i dati forniti dall’Unhcr, l’agenzia Onu per i rifugiati, che per la Giornata mondiale del rifugiato premia le 220 aziende che hanno promosso percorsi d’inclusione lavorativa di rifugiati lo scorso anno.

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In 7 anni sono state premiate 742 aziende, 220 soltanto in questa edizione. La crescita riguarda ogni settore produttivo e coinvolge sia grandi aziende – sono 75 le premiate per gli inserimenti realizzati nel 2023, vs 58 nel 2022 e 35 nel 2021 – che Pmi. Passando agli inserimenti, oltre a un aumento in valore assoluto (11.770 vs 9.300 per il 2022), va rilevato anche un incremento dei contratti a tempo indeterminato che passano dal 5% al 6%, mentre il 91% delle persone assunte ha ottenuto un contratto a tempo determinato. Complessivamente il numero delle donne rifugiate inserite passa dal 18% al 20%.

La carenza di manodopera e il gap domanda e offerta nel mercato del lavoro tuttavia, viene evidenziato, non sono sufficienti a spiegare le ragioni del crescente interessamento delle imprese verso i rifugiati: per il 39% delle aziende interpellate infatti: «Contribuire a promuovere una società più inclusiva» rappresenta la spinta principale a partecipare a Welcome, mentre il 25% afferma di aver assunto rifugiati perché crede nell’importanza di un «maggiore impegno verso la comunità». L’8% segnala inoltre «l’indisponibilità di giovani italiani per le mansioni ricercate», un dato in crescita
rispetto al 4% del 2022.

Tra i settori delle aziende premiate, si conferma al primo posto «alloggio e ristorazione» con il 21%, davanti a «attività manifatturiere» al 18%, mentre sale al 13% quello delle costruzioni.

«Siamo fieri dei risultati di Welcome, un programma che dimostra che una società più inclusiva non solo è possibile, ma è necessaria per il presente e il futuro del nostro Paese», afferma Chiara Cardoletti, rappresentante di Unhcr per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. «Il messaggio della Giornata mondiale del rifugiato è La forza dell’inclusione, per ribadire che si tratta della soluzione più concreta e vantaggiosa per tutti dinanzi agli effetti catastrofici dei conflitti e della crisi climatica che costringono decine di milioni di persone a fuggire e a stare lontani dal loro Paese mediamente per 20 anni. Ma non solo: l’inclusione lavorativa dei rifugiati offre risposte a un problema serio e strutturale della nostra economia come il mismatching tra domanda e offerta di
lavoro».

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