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Un anno senza Abdou: dolore e attesa senza risposte

A Bra il ricordo del tredicenne scomparso nel Tanaro e il processo in corso

6° giorno di ricerche di Abdou Ngom. Ancora senza esito il lavoro di VVFF e volontari - IN AGGIORNAMENTO 1
"Ho perso la speranza di ritrovare il nostro Abdou. Il fiume, finora, non ce lo ha restituito"

di Valter Manzone e Andrea Olimpi

CRONACA – «Ho perso la speranza di ritrovare il nostro Abdou. Il fiume, finora, non ce lo ha restituito. Avremmo voluto solamente potergli dare una degna sepoltura e avere una tomba su cui piangerlo».
Papà Khadrim è forte mentre racconta un dolore che non si attenua, a un anno dalla tragica scomparsa del figlio tredicenne, avvenuta il 22 aprile 2025, ultimo giorno delle vacanze pasquali.

Quel giorno Abdou si era recato insieme a tre amici alla “spiaggia dei cristalli” di Verduno. Una mattinata iniziata tra giochi e spensieratezza, conclusa in tragedia. Secondo quanto emerso, un ragazzo del gruppo, marocchino di 16 anni residente a Bra, avrebbe iniziato a prendersela con il quattordicenne per un presunto debito. A un certo punto lo avrebbe spinto in acqua, pur sapendo che non sapeva nuotare. Il fiume Tanaro era in piena dopo giorni di pioggia: Abdou è andato a fondo, è riemerso e poi è scomparso per sempre.

I soccorsi furono immediati e imponenti: vigili del fuoco fluviali, sommozzatori, droni ed elicotteri scandagliarono l’area per giorni. Dopo sei giorni di ricerche, però, arrivò lo stop. Di Abdou nessuna traccia. Da allora papà Khadrim, insieme alla moglie e agli altri tre figli, non ha mai smesso di sperare.

A settembre 2025 il Prefetto di Cuneo dispose una nuova sessione di ricerche della durata di quattro giorni, riattivando il coordinamento dei Vigili del fuoco con il supporto della Protezione civile e della Croce Rossa. Anche quella seconda fase si concluse senza esito. In quell’occasione papà Ngom ringraziò tutti coloro che avevano partecipato alle operazioni, così come il sindaco di Bra, Gianni Fogliato, presente sul luogo della tragedia.

Nei giorni scorsi si è aperto il processo a carico del giovane braidese ritenuto responsabile. Il sedicenne, arrestato dai carabinieri e attualmente ospite di una comunità, è comparso davanti al tribunale per i minorenni assistito dai suoi avvocati.
In aula anche papà Khadrim, che ribadisce: «La giustizia deve fare il suo corso. Ma nessuno ci potrà restituire il nostro Abdou».

I legali del minore hanno scelto il rito abbreviato. Intanto la madre e i tre fratelli sono rientrati in Senegal, nel tentativo di trovare conforto tra i familiari.
Papà Khadrim Ngom, però, continua a custodire una speranza: che un giorno le ricerche possano riprendere e che il figlio, portato via dalle acque del Tanaro, possa finalmente essere ritrovato.

Redazione

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