CUNEO – È stato sottoscritto il 14 maggio, in Prefettura a Cuneo, il protocollo d’intesa per la gestione dell’accoglienza dei lavoratori stagionali impiegati nel settore orto‑frutticolo nel territorio provinciale per la stagione 2026.
Alla firma hanno preso parte la Prefettura di Cuneo, la Regione Piemonte, la Provincia di Cuneo, i Comuni del territorio coinvolti, la Camera di commercio di Cuneo, i consorzi socio-assistenziali, le associazioni datoriali agricole e le organizzazioni sindacali.

In previsione della stagione di raccolta della frutta, che richiama sul nostro territorio numerosi lavoratori stranieri in cerca di lavoro, l’accordo rappresenta un nuovo passaggio di un percorso consolidato di cooperazione istituzionale, che negli anni ha permesso di affrontare in modo coordinato un fenomeno strutturale per l’economia agricola del territorio. Il protocollo definisce un quadro condiviso di responsabilità e azioni, volto a garantire condizioni dignitose di accoglienza e a governare in modo ordinato l’arrivo dei lavoratori stagionali, con particolare attenzione agli aspetti abitativi, sociali e di tutela della legalità.
Il modello adottato si fonda su una rete territoriale ampia e articolata, che coinvolge Prefettura, Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, Comuni, Asl, consorzi socio‑assistenziali, associazioni di categoria e organizzazioni sindacali. Una collaborazione che consente di mettere in campo soluzioni integrate, superando risposte emergenziali e puntando su un sistema di accoglienza diffusa capace di adattarsi alle diverse esigenze dei territori e delle campagne agricole.
Per il 2026 la rete dell’accoglienza potrà contare complessivamente su 303 posti distribuiti tra Saluzzo, Cuneo, Lagnasco, Verzuolo, Revello, Savigliano, Busca, Tarantasca, Scarnafigi, Manta e Costigliole Saluzzo, attraverso appartamenti, dormitori e moduli abitativi. Tra le principali strutture figurano i 51 posti di Lagnasco, i 46 di Saluzzo, i 40 di Cuneo e i 30 di Verzuolo.
Accanto alla dimensione abitativa, l’intesa valorizza il raccordo tra servizi sociali, sanitari e del lavoro, con l’obiettivo di intercettare tempestivamente situazioni di vulnerabilità, favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro regolare e contrastare fenomeni di sfruttamento e insediamenti informali.
La Provincia di Cuneo conferma il proprio ruolo di raccordo tra i Comuni interessati e di supporto alle iniziative di accoglienza, contribuendo alla costruzione di un sistema che negli anni ha dimostrato di saper governare in modo ordinato un fenomeno complesso, tutelando i lavoratori e favorendo una convivenza equilibrata con le comunità locali.

La Regione mette a disposizione 300mila euro
Per sostenere le attività previste, la Regione Piemonte metterà a disposizione fino a 300mila euro attraverso il progetto multiregionale Common ground 2, finanziato dal Ministero del lavoro nell’ambito del Fondo asilo migrazione e integrazione 2021-2027, progetto che a livello complessivo vale 15 milioni di euro e coinvolge Piemonte, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria e Veneto.
Il protocollo prevede azioni dedicate all’assistenza e integrazione sociale, all’orientamento al lavoro, all’accompagnamento abitativo e ai servizi di trasporto, oltre all’attivazione di strutture di accoglienza diffuse sul territorio.
«Questo protocollo rappresenta uno strumento importante per garantire legalità, dignità e sicurezza nel lavoro agricolo stagionale», dichiarano il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e gli assessori Enrico Bussalino (immigrazione) e Paolo Bongioanni (agricoltura). «Il territorio cuneese è un punto di riferimento nazionale per il comparto orto-frutticolo e proprio per questo è fondamentale continuare a costruire un sistema organizzato che sappia coniugare le esigenze delle imprese con la tutela dei lavoratori. La collaborazione tra istituzioni, enti locali, associazioni di categoria e organizzazioni sindacali dimostra come sia possibile affrontare in maniera concreta un fenomeno complesso, prevenendo situazioni di degrado, sfruttamento e marginalità sociale. Come Regione Piemonte continuiamo a investire su progettualità concrete come ‘Common Ground 2’, che consentono di rafforzare l’accoglienza diffusa, l’integrazione sociale e i percorsi di accompagnamento al lavoro regolare. L’obiettivo è promuovere un modello basato sulla legalità, sulla sicurezza e sul rispetto delle persone, sostenendo al tempo stesso un settore strategico per l’economia piemontese».
