di Lino Ferrero
BRA – Una mattinata intensa, carica di comunità e spiritualità, ha animato Bra nel segno di San Giuseppe Benedetto Cottolengo, figura che continua a rappresentare un autentico faro di carità vissuta. Sebbene la sua festa liturgica ricorra ufficialmente il 30 aprile, la comunità braidese ha scelto di riunirsi il primo maggio, trasformando la giornata in un momento speciale di condivisione. Cuore della celebrazione è stata la Santa Messa delle 9.15, in una cappella gremita all’inverosimile di fedeli: ospiti, volontari, semplici fedeli, Confraternite della città (Battuti Bianchi e Neri), autorità cittadine, presieduta da Don Gilberto Garrone, parroco e moderatore dell’Unità Pastorale. Accanto a lui hanno concelebrato Don Riccardo e Don Gianfranco per i Salesiani, padre Oreste Fabbrone per i Cappuccini e Don Michele Bruno, sacerdote cottolenghino: una presenza significativa che ha dato ancora più valore all’evento.
Il Messaggio: “Fuori di senno” per Amore
Particolarmente toccante l’omelia di Don Gilberto, che ha proposto una riflessione sulla “follia” dei santi. “Ci vogliono persone fuori di senno… non matte, ma capaci di fidarsi della Provvidenza senza fare calcoli di profitto.” Un messaggio forte e attuale, che richiama l’esempio del Cottolengo: una vita spesa non per la sicurezza personale o il guadagno, ma per chi vive nella fragilità e nel bisogno, in una società spesso ripiegata sull’individualismo. La presenza del sindaco Gianni Fogliato ha sottolineato il legame profondo tra la città di Bra e la Piccola Casa. Nel suo saluto finale ha evidenziato il valore fondamentale del lavoro svolto ogni giorno dal personale dipendente, insieme all’impegno instancabile dei volontari, vero motore della carità cottolenghina.
La festa si è poi conclusa in un clima di gioia e convivialità nel salone della struttura, grazie al coordinamento della direttrice Laura Costa. Una figura che incarna pienamente lo spirito del Cottolengo, contribuendo a rendere Casa Cottolengo – come affettuosamente viene chiamata la Piccola Casa della Divina Provvidenza – un luogo familiare non solo per gli ospiti, ma per chiunque vi passi. Un momento di autentica condivisione tra ospiti, autorità e cittadini, che dimostra come il Cottolengo non sia soltanto una figura storica da ricordare, ma una presenza viva, capace ancora oggi di unire le persone. La sua grandezza non risiede nella fama mondiale, ma nella straordinaria capacità di comprendere e accogliere l’umanità nella sua fragilità. Una lezione semplice, ma profondamente attuale.
Domani sera lo spettacolo al Politeama
Domani, sabato 2 maggio, invece, spazio alla musica e all’emozione: alle 21 il teatro Politeama ospiterà il concerto di Linfa sonora, un evento pensato per coinvolgere tutta la comunità e rendere la celebrazione ancora più partecipata. Tra gli appuntamenti più attesi del weekend, spicca il concerto di un laboratorio musicale unico nel suo genere, che riunisce persone di tutte le età in una coinvolgente esperienza di percussioni. Più che un semplice spettacolo, Linfa sonora è un momento di condivisione e energia, dove ritmo, sorrisi e partecipazione diventano strumenti per celebrare la vita e creare comunità. In questo gruppo trovano spazio alcuni artisti portatori di disabilità del Cottolengo di Firenze. Ingresso gratuito.
