Tra microscopi e libri antichi: i tesori custoditi al liceo classico Govone di Alba

Il preside Roberto Buongarzone racconta alcuni degli elementi di pregio presenti al classico Govone: il microscopio dell'800 sarà esposto al Mudet, la biblioteca conserva in tutto 12mila volumi

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di Davide Barile 

A SCUOLA –  Oltre a meravigliarci per ciò che permette di osservare, uno strumento di laboratorio può stupire per la sua bellezza racchiusa in tanti piccoli dettagli. È il caso del microscopio in ottone lucido, con portalenti oculari estraibili, base a ferro di cavallo e custodia in legno di mogano. Costruito a Milano tra il 1880 e il 1890 dall’ottico boemo Francesco Koristka, è di proprietà del liceo classico Govone e, grazie a una convenzione con il Comune, per i prossimi 5 anni sarà esposto nel Mudet.

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Racconta Roberto Buongarzone, preside del Govone: «Poche settimane fa, io e i docenti del liceo siamo stati invitati per una visita al Mudet dove è presente una vetrina che contiene strumenti scientifici storici usati per analizzare il tartufo. Antonio Degiacomi, presidente del Centro nazionale studi tartufo, si è ricordato che nella nostra scuola, in un corridoio del primo piano, sono conservate molte attrezzature di questo tipo. In seguito, le abbiamo visionate insieme e gli ho fatto notare che alcuni esemplari sono intatti e risalgono al 1882, anno di apertura del liceo». Spiega il dirigente: «Il microscopio in questione, per esempio, permette ancora oggi una perfetta messa a fuoco. Negli anni in cui fu acquistato, era usato dagli alunni durante le lezioni: all’epoca, il Govone era l’unico istituto albese in cui si studiassero le scienze in quel modo».

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Quando scadrà la concessione si valuterà cosa fare. Aggiunge Buongarzone: «Sicuramente il Mudet può assicurare una maggiore visibilità al reperto. Sarebbe interessante organizzare un laboratorio di osservazione del tartufo con gli strumenti di fine Ottocento. Con le attrezzature di laboratorio presenti al Govone si potrebbe allestire un’esposizione, magari sfruttando i locali del laboratorio di fisica, oggi poco usato. In generale, la valorizzazione del patrimonio della scuola con l’apertura dell’istituto alle visite è un progetto che io e il mio predecessore Luciano Marengo abbiamo in mente da tempo. La realizzazione dipende molto dai contributi che si riescono a ottenere. Poco alla volta stiamo portando avanti diverse iniziative».

Il restauro dei reperti lapidei

La più recente riguarda il restauro, grazie alla fondazione Crc, di sei reperti lapidei esposti sotto i portici del liceo. «Sono di proprietà del museo Eusebio e hanno un grande valore storico. In tutto, le lapidi sono una ventina e altre sei erano state recuperate durante la dirigenza di Marengo. I lavori sono stati eseguiti dalla ditta La bottegaccia di Enrico Dellapiana e Lorenza Centanni: le operazioni sono state interessanti pure dal punto di vista didattico, in particolare per gli studenti del primo anno dell’indirizzo Aureus plus, caratterizzato dallo studio approfondito della storia dell’arte e della conservazione dei beni culturali».

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La biblioteca e l’archivio storico

Il Govone possiede anche una biblioteca, la più importante di Alba, che conta 12mila volumi, in gran parte storici. «Come liceo non abbiamo fondi per restaurare i libri e gli armadi in vetro e legno, che risalgono al 1882. Con Marengo, i vetri erano stati adeguati alle norme di sicurezza grazie all’applicazione di pellicole che, in caso di rotture, evitano che i cocci si spargano dappertutto». Buongarzone ricorda anche che sarebbe necessaria una catalogazione dei libri. «Speriamo di poter contare prossimamente su un bibliotecario, renderebbe più facili le visite per il pubblico. In un caveau protetto conserviamo i volumi più rari, dalle stampe del Cinquecento alla fine del Settecento. Tra i testi più preziosi vi sono l’Encyclopédie di Diderot e d’Alembert integrale, una delle poche presenti in Piemonte, e alcune prime edizioni di filosofi come Montesquieu».

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Un ambiente che pochi conoscono è l’archivio storico. «Spesso arrivano studenti vicini alla laurea o ricercatori che vogliono approfondire aspetti legati a chi frequentò il liceo, come Beppe Fenoglio, o a chi vi insegnò, come Leonardo Cocito, Pietro Chiodi e Roberto Longhi. Oltre a pagelle, registri e diplomi, abbiamo molti altri documenti di grande interesse».

Il giardino

Grazie alla fondazione Crc il giardino interno sta tornando all’antico splendore. «È un monumento storico che deriva dal chiostro del vicino San Domenico, ci stiamo basando su fotografie degli anni Cinquanta e, l’anno scorso, abbiamo messo a dimora rose e altre piante nell’aiuola centrale. Quest’anno abbiamo piantato dei gelsomini tra i pilastri: crescendo, si arrampicheranno e potranno fare da cornice agli elementi architettonici».

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