Abitare il piemontese / La parola della settimana è Rèid

Significa: artritico, bloccato, rigido, rattrappito

Abitare il piemontese / La parola della settimana è Barlet 1

di Paolo Tibaldi

ABITARE IL PIEMONTESEOhhhh! Basta un’esclamazione per raccontare una condizione fisica. Ci si alza dal letto dopo una notte difficile, si scende dall’auto al termine di un lungo viaggio oppure ci si rimette in piedi dopo ore trascorse in una posizione scomoda ed ecco la parola: rèid. In piemontese, rèid è l’aggettivo che descrive chi è rigido, rattrappito, bloccato nei movimenti, indolenzito. È la condizione di chi, per l’età, l’artrosi, il duro lavoro fisico, la debolezza ossea o semplicemente una scarsa abitudine al movimento, sente le membra poco disponibili a obbedire. Anche il freddo, una corrente d’aria o l’abuso dell’aria condizionata possono contribuire a far sentire così: «Ët sai tut rèid» (sei tutto indolenzito, irrigidito).

Il dizionario di Sant’Albino ne dà una definizione che restituisce la concretezza della parola rèid: «che ha in sé rigidezza, che non può piegarsi; ed anche rattratto, rattrappito, impedito nelle membra per ritiramento de’ nervi». L’etimologia riconduce alla contrazione di rigido, dal latino rigidus, attraverso il latino volgare rigdus. Confronti interessanti si trovano nel toscano reddo e nel genovese rœidu. La parola vive anche nel teatro piemontese.

In Catlinin, capolavoro di Oscar Barile, una vicina di casa, provata dall’età e dal lavoro, racconta a un’amica quanto l’artrosi le renda difficile muoversi, fino a disturbare il sonno. Rèid non si limita al corpo. Ten-te rèid! significa tieniti forte! Deje rèid vuol dire lavorare con zelo, mentre mné rèid indica guidare o trattare severamente. Si può andé o marcé rèid, camminare con aria tronfia e, persino, fare il bàl dij rèid, un ballo eseguito stando coricati per terra. Rèid ëd fȓèid è chi è intirizzito, mentre rèid pai ‘d s’avèissa mangià ëȓman-i ’d na ramàssa descrive qualcuno rigido e impettito come se avesse ingoiato il manico di una scopa. Al femminile diventa rèida, mentre in altre zone del Piemonte, raid o raida, che non è un insetticida, nonostante l’omonimia con il prodotto. Il corpo può irrigidirsi. Lo spirito, invece, deve sempre imparare a flettersi, adattarsi per poi sorridere.

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