Serralunga d’Alba per due giorni celebrerà la cugnà

Serralunga per due giorni celebrerà la cugnà

A SERRALUNGA D’ALBA torna la Sagra della cugnà. Sabato 26 e domenica 27 settembre, la Pro loco ripropone la tradizionale festa dedicata alla mostarda piemontese a base di mosto, con un weekend ricco di eventi. La golosa specialità sarà pronta per l’assaggio sabato, nei saloni del castello, dove tante cugnà artigianali preparate dai produttori locali concorreranno per aggiudicarsi il concorso, giunto alla seconda edizione. Per partecipare occorre telefonare al 327-2518230. Chiunque potrà votare la cugnà preferita e i voti contribuiranno, insieme a quelli di una giuria tecnica, a decretare la migliore. Alle 17, con Abitare il piemontese, Paolo Tibaldi condurrà una narrazione sulla tradizione gastronomica locale. L’ingresso è libero, ma i posti sono limitati.

Domenica 27 settembre, dalle 10 e per tutta la giornata, in piazza Umberto la cugnà e i prodotti tipici locali saranno protagonisti di un mercatino. Alle 11 apriranno gli stand gastronomici gestiti dalle Pro loco di Serralunga, Bossolasco, Monforte, Montelupo Albese, Rivalta di La Morra e Sinio. Ogni associazione proporrà piatti della tradizione, da gustare nel centro storico. La giornata sarà accompagnata dalla musica de La cricca dij mes-cià.

Per i più curiosi, l’appuntamento maggiormente atteso è con “Alla scoperta della cugnà”, incontro per saperne di più sulla ricetta della protagonista della festa. Saranno anche organizzate passeggiate guidate nel borgo, alle 11 e alle 15.30, con ritrovo in piazza Umberto I. Per prenotare occorre telefonare al numero 327-25.18.230. Una mostra di pittura a cielo aperto proposta da giovani pittori del territorio completerà la giornata di festa.

Prelibatezza di antica tradizione, la cugnà si prepara coi piccoli grappoli tralasciati sui tralci dopo la vendemmia. Numerose sono le ricette elaborate negli anni, gelosamente custodite e tramandate dai nonni. Tra gli ingredienti principali, oltre al mosto cotto, solitamente di uva Dolcetto o Barbera, nella cugnà sono immancabili mele (golden o renette), pere, mele cotogne e frutta secca (noci e nocciole), con poco zucchero, un tempo raro e costoso, e perciò centellinato. Le ricette più ricche prevedono anche l’aggiunta delle mandorle, dei fichi secchi o freschi, prugne, pesche di vigna e spezie (soprattutto chiodi di garofano e cannella).

La cottura dev’essere lunga e a fuoco lento, rimestando regolarmente, per fare in modo che la cugnà s’addensi fino a diventare bruna, densa e collosa. Il risultato è una via di mezzo tra una salsa e una marmellata, conservabile a lungo in vasetti di vetro. La cugnà è deliziosa con i formaggi, ma è da provare anche con il bollito misto piemontese.

 Elisa Pira

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