Cerretto / L’oro d’alta Langa firmato Job Smeets, dedicato a Maria Franca Fissolo, moglie di Michele Ferrero

Il designer belga, che da anni vive a Bassolasco, ha donato l'opera al Comune di Cerretto, in occasione della visita del principe di Monaco, Alberto II

Cerretto / L'oro d'alta Langa firmato Job Smeets, dedicato a Maria Franca Fissolo, moglie di Michele Ferrero
Job Smeets e la sua opera Alta Langa

di Filippo Bonardo Conti

CERRETTO LANGHE – Alta Langa è l’opera realizzata dal designer Job Smeets e dedicata alla memoria di Maria Franca Fissolo, la moglie di Michele Ferrero. Nei giorni scorsi, è stata presentata a Cerretto Langhe: durante la cerimonia di inaugurazione, è stata intitolata la piazza stessa al signor Ferrero, alla presenza di Alberto II, principe di Monaco.

Smeets vive da anni con la famiglia a Bossolasco ed è diventato un punto di riferimento del design internazionale in Langa, anche grazie a innumerevoli collaborazioni con Italian radical design, gruppo con sede a La Morra. Da tempo molto legato a questo territorio, fonde il suo stile eclettico con la tradizione locale. Lo abbiamo intervistato per parlare anche dei suoi progetti futuri.

Smeets, che cosa l’ha ispirata nella realizzazione di quest’opera?

«Le Langhe mi sono state presentate per la prima volta da Charley e Sandra Vezza: ovviamente sono rimasto da subito affascinato dal paesaggio e dalla vista tridimensionale, perché prima si scorgono le bellissime colline e poi, dietro, le Alpi. Ho trovato, e trovo ancora, questa combinazione incredibilmente unica al mondo. In seguito, ho scoperto i frutti di questa terra e come le persone originarie delle Langhe e del Piemonte ci lavorano a contatto. È tutto così prezioso: le uve per il vino, il tartufo di Alba, la nocciola, poi, naturalmente, anche la rosa di Bossolasco e Monforte d’Alba. La mia idea è quella di installare almeno una piccola scultura in ogni bel paese del Piemonte. Sarebbe incredibile».

In che modo è stata creata, da un punto di vista tecnico?

«Alta Langa, con cui si intende la nocciola, è stata realizzata a mano nel mio atelier nei Paesi bassi utilizzando una fusione a cera persa, il che la rende unica al mondo. Per prima cosa l’ho scolpita a mano per creare la forma, poi l’abbiamo fusa in bronzo, infine è stata lucidata e rivestita per renderla resistente alle intemperie e in grado di essere toccata liberamente dai visitatori, mantenendo la sua perfetta finitura in bronzo brillante».

La nocciola rappresenta un legame forte e identitario con queste colline: in quale maniera tradizione e design possono coesistere?

«La bellezza della nocciola non risiede solo nel legame con Ferrero e nell’ingegnosa idea di abbinarla al cioccolato quando i tempi erano molto duri. In quel momento di luce, si creò un mercato e un’industria completa che in seguito sfocerà nella famosa Nutella. Il Piemonte non si è mai trasformato in una zona industriale troppo pesante. C’è sempre stato molto rispetto per la terra: ammiro la precisione della gente di alta Langa, nel modo in cui amano le loro colline senza eroderle, senza abusarne o renderle brutte, evitando di esagerare con le aree industriali. La nocciola è un qualcosa di piccolo e semplice, ma qui ci sono molti agricoltori che producono quello che diventa un grande frutto del Piemonte. Forse è questo che trovo molto interessante: una nocciola è come un piccolo mattone e tante insieme generano una bella struttura, anche sociale, che si trova solo qui».

Il suo nome viene sempre più associato alle Langhe: ci sono degli altri progetti in programma per il futuro?

«Il mio entusiasmo e il mio spirito, quando si tratta del rispetto per le Langhe, sono piuttosto grandi e credo anche che le persone che incontro qui possano vederlo nei miei occhi. Naturalmente sono molto felice che la piccola scultura che ho realizzato abbia avuto così tanto successo: è stata creata come regalo al paese di Cerretto Langhe e alle persone che conosco lì, al sindaco Flavio Borgna e a molti altri amici. Sono sempre molto contento di contribuire all’ambiente in cui vivo, penso che sia più o meno quello che tutti dovrebbero fare. Per ora mi piace vivere nelle Langhe con Rebecca e i bambini; c’è già l’idea di realizzare altre piccole sculture in alcuni punti interessanti della zona. Sarebbe fantastico poter creare un tartufo per Alba, oppure, per esempio, una rosa per Bossolasco, o, ancora, un grappolo d’uva per Novello. In questa terra ci sono tante icone diverse che mi ricordano l’oro. Non è vero oro, ovviamente, ma qui l’oro è nocciola, uva e tartufo: questo è l’oro del Piemonte».

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