«Eravamo appassionati di sfilate d’auto», in aula parlano i feriti al Salone dell’auto di Torino

Nella aule del Palazzo di giustizia Bruno Caccia sono tornate alcune delle vittime costituite parte civile nel procedimento a carico della pilota albese Barbara Riolfo

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Wikipedia / Riccardo Speziari

di Elisa Rossanino

TORINO – Nella aule del Palazzo di giustizia Bruno Caccia, mercoledì 14, davanti alla giudice Laura Voria e alla Pm Daniela Calcagni sono tornate alcune delle vittime costituite parte civile nel procedimento a carico della pilota albese Barbara Riolfo. La donna, dopo aver perso il controllo della sua vettura, una Lancia 037, aveva investito alcuni spettatori giunti nel capoluogo in occasione del Salone dell’auto. In aula hanno rilasciato le loro dichiarazioni quattro di coloro che, quel giorno, si trovavano dietro alle transenne: G.P., D.C., F.V. e A.C.

La parola ai testimoni

F.V. stava registrando un video, e dopo aver sentito la sgommata era stato colpito dalla transenna abbattuta dall’auto. Portato al Gradenigo aveva ricevuto una prognosi di 15 giorni per un colpo al ginocchio e alcune contusioni e davanti alla giudice Voria ha lamentato di aver perso il lavoro.

La parola è poi passata a G.P, che quel giorno si trovava in piazza con i due figli. Pur non avendo riportato direttamente lesioni si è costituito parte civile nei confronti dei figli rimasti invece feriti. «Uno dei due, quando sente un’accelerata per la strada si blocca, motivo per cui ho dovuto portarlo dallo psicologo», ha spiegato.

Colpito nella zona sacrale, D.C. aveva riportato alcune lesioni che lo avevano costretto a 7 giorni di mutua. Con lui era rimasto ferito anche il figlio. «Prima eravamo appassionati di sfilate di auto e da allora, per la paura, non andiamo più». L’ultimo testimone, A.C., ha riferito di aver registrato un video in piazza Castello notando che già prima dell’arrivo nel luogo del sinistro l’auto aveva sbandato. Avrebbe dovuto deporre anche la figlia della conducente, che per un impedimento ha rimandato la sua presenza in aula.

Il processo proseguirà il 10 febbraio, quando saranno sentiti tutti i teste delle parti civili, in particolare i medici che hanno stilato i referti e che hanno condotto le perizie per accertare le invalidità dei feriti.

Il commento dell’avvocato Roberto Ponzio

L’avvocato della pilota, Roberto Ponzio: «Lamentiamo l’incomprensibile e pretestuosa presa di posizione della compagnia assicurativa che eccepisce l’inoperatività della copertura assicurativa. Tale comportamento da un lato è incoerente poiché di recente hanno rinnovato la polizza e dall’altro illegittimo: al danneggiato non si possono opporre eccezioni derivanti dal contratto. L’assicuratore deve risarcire i danni causati dalla circolazione del veicolo e semmai, poi, rivalersi nei confronti dell’assicurato».  

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