di Andrea Olimpi
CULTURA – Rafforzare il sistema culturale piemontese e dare maggiore peso nazionale alla Regione. Sono questi gli obiettivi che il Piemonte intende raggiungere con l’ingresso in Federculture, la federazione italiana che riunisce imprese, enti pubblici e operatori della cultura, del turismo e della creatività.
L’adesione rappresenta un passaggio politico significativo nel percorso di consolidamento delle politiche culturali regionali. Si inserisce nel quadro delineato dal Programma triennale 2025-27 e punta a rafforzare una strategia fondata su innovazione, confronto istituzionale e sviluppo di modelli gestionali sostenibili per musei, spettacolo dal vivo, imprese culturali e territori.
«Entrare in Federculture – precisa l’assessore regionale alla Cultura Marina Chiarelli – significa rafforzare il ruolo del Piemonte come protagonista delle politiche culturali nazionali. Non è solo un’adesione formale, ma una scelta politica chiara: vogliamo essere dove si costruiscono visione, dati e strategie per il futuro della cultura. La cultura oggi è una leva economica, sociale e identitaria e per governarla servono reti forti, confronto costante e strumenti di analisi avanzati. Questa adesione ci consentirà di portare le buone pratiche piemontesi a livello nazionale e, allo stesso tempo, di offrire ai nostri operatori nuove opportunità di crescita e innovazione».
Federculture rappresenta una piattaforma di confronto interistituzionale che riunisce oltre mille realtà tra Regioni, Comuni, istituzioni e imprese culturali, favorendo lo scambio di competenze, la raccolta di dati e l’elaborazione di modelli di sviluppo del settore.
«L’ingresso della Regione Piemonte amplia e consolida la partecipazione attiva delle amministrazioni regionali nella federazione – afferma il direttore di Federculture Francesco Spano – Questa adesione, inoltre, dà forza alla rappresentanza del territorio, che già si avvale della presenza del Comune capoluogo e di altre realtà amministrative insieme alle principali istituzioni museali e culturali, completandone l’assetto e la possibilità di collaborazione allo sviluppo delle politiche culturali nazionali e locali».
