SERRALUNGA – A 168 dalla sua fondazione e a 18 anni da quando la tenuta è passata all’imprenditore Oscar Farinetti, Fontanafredda ha presentato la sua annata 2022 e in particolare il suo vino icona, il Barolo Renaissance del Comune di Serralunga.
L’energia della rinascita
Dopo Speranza, Fiducia, Coraggio e Ottimismo, la quinta edizione del progetto Renaissance è dedicata alla Tenacia, intesa come forza generatrice di positività, energia e cambiamento, capace di migliorare l’umanità e il nostro ambiente. Un percorso che interpreta un nuovo Rinascimento–il Rinascimento Verde– alla base della visione della cantina.

In questo contesto si inserisce anche “Back to the single vineyards”, il ritorno alle singole interpretazioni di Nebbiolo avviato con la rinascita, nell’annata 2019, delle vigne storiche Vigna La Villa (MGA Paiagallo) eVigna La Delizia (MGA Lazzarito)che si aggiungono alla sempre prodotta Vigna La Rosa, e che oggi si amplia con tre nuovi Cru dell’annata 2022: Vigna Bianca e Vigna San Pietro e Gallareto, espressioni di diversi terroir all’interno della stessa area geografica.
Accanto a questo progetto,“Lost to be found” porta tra i filari le opere monumentali dello scultore Giuseppe Carta: sette sculture dedicate ai frutti simbolo di una Langa perduta, come appello concreto alla salvaguardia della biodiversità delle Langhe.

Le sfide del cambiamento climatico
L’annata 2022 a Serralunga d’Alba ha messo alla prova vigne e viticoltori sin dall’inizio della stagione, segnata da una contenuta disponibilità di riserve idriche nel suolo e da lunghi periodi soleggiati. In questo contesto sfidante, il Nebbiolo ha mostrato ancora una volta la sua natura camaleontica: la vite si è autoregolata, adattandosi alle condizioni estreme con resilienza e misura. La vendemmia, leggermente anticipata, ha restituito uve sane e concentrate, in quantità non eccessive ma di qualità sorprendente. Una lettura condivisa anche dal Ritratto dell’annata 2022 del Barolo del Comune di Serralunga d’Alba, presentato al Serralunga Day2025, che ha definito la vendemmia “l’eccezione che conferma la regola”: vini capaci di esprimere purezza, fedeltà territoriale e prospettiva evolutiva nonostante le condizioni estreme.
Dopo un affinamento di circa 30 mesi in botte di rovere e ulteriori 6–8 mesi in cemento, il Barolo Renaissance 2022 esprime fin da subito il carattere di un’annata intensa ma armonica, con una bevibilità immediata e al tempo stesso la capacità di evolvere nel tempo fino a 25–30 anni. Il colore rosso granato intenso introduce un profilo aromatico che spazia dagli agrumi alla ciliegia scura, con sfumature mentolate quasi canforate; al palato è denso e succoso, equilibrato, con tannino setoso e un finale fresco, gustoso, quasi sapido.
La tenacia vince sempre
«Never ever give up: la tenacia vince sempre» scrive Oscar Farinetti nella prefazione che apre il libro della quinta edizione di Renaissance. È la stessa tenacia che attraversa la storia recente di Fontanafredda: dal 2008, ha scelto di rilanciare qualità, visione e responsabilità, dando vita al primo Villaggio Narrante d’Italia e a un nuovo modello di impresa agricola e culturale.
Una perseveranza silenziosa che ha accompagnato traguardi come il riconoscimento di Cantina Europea dell’anno nel 2017 da Wine Enthusiast e il percorso verso la sostenibilità: dalla conversione al biologico avviata nel 2015 e culminata nella prima vendemmia certificata del 2018, in occasione del 160° anniversario dell’azienda, fino all’avvio del Rinascimento Verde nel 2020 e al primo Bilancio di Sostenibilità l’anno successivo.

Il volume della quinta edizione si arricchisce della monografia dello scrittore romano Emanuele Trevi, A better tomorrow. Storia di un fermacarte, e dell’opera visiva di Elisa Macellari, illustratrice e fumettista italiana di origini thailandesi.
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