di Lino Ferrero
BRA – Che momento intenso e pieno di luce per i bambini dei Salesiani! La Festa del perdono è molto più di una semplice celebrazione: è una tappa fondamentale nel cammino di fede, il primo incontro profondo con la misericordia di Dio. Un’esperienza che, nello stile educativo di Giovanni Bosco, si trasforma in gioia, scoperta e semplicità.

I simboli che parlano al cuore
Ogni elemento della festa è stato pensato per parlare ai bambini attraverso immagini concrete e gesti semplici, capaci di trasformare concetti profondi in esperienze vive. Le girandole, leggere e colorate, rappresentano lo Spirito Santo: proprio come hanno bisogno del vento per girare e mostrare tutta la loro bellezza, così anche il cuore dei bambini ha bisogno del “soffio” dello Spirito per mettersi in movimento. Su ogni girandola, personalizzata con il nome, una scritta significativa accompagna il loro cammino: “Il perdono di Gesù rimette in movimento il nostro cuore”. Un messaggio reso ancora più vivo dalle eliche, su cui sono scritti i doni che lo Spirito porta nella vita di ciascuno. L’edera, avvolta attorno a un bastone, racconta invece la forza dei legami: si aggrappa, cresce, resiste. È simbolo dell’attaccamento a Gesù e alla sua Parola, ma anche delle relazioni che continuano nel tempo, capaci di andare oltre i piccoli litigi. Il bastone che la sostiene richiama ciò che è solido e importante: l’amore, l’amicizia, la fiducia. Poi c’è il vaso coperto di iuta, semplice e autentico, che richiama l’umiltà. Chiedere perdono e saper perdonare non è sempre facile, ma è proprio nell’umiltà che si apre la porta alla pace. Non manca la croce colorata, donata ai bambini: un segno forte, ma allo stesso tempo pieno di gioia, che ricorda come anche nei momenti difficili si possa trovare luce e speranza. Un gesto semplice ma significativo è quello dei piccoli rotolini con i messaggi di Gesù, scelti a caso dai bambini: frasi come “Sii luce per gli altri” diventano piccoli semi da custodire e far crescere nella vita quotidiana. A rendere tutto ancora più coinvolgente, il canto “Soffierà” di Pierangelo Sequeri: le sue parole accompagnano i bambini in un clima di serenità, ricordando che il vento dello Spirito soffia sempre, anche quando il cielo sembra coperto.

La Prima Confessione: un abbraccio che rinnova
Dopo aver vissuto e compreso questi segni, i bambini hanno incontrato il cuore della giornata: il Sacramento della Riconciliazione. Per loro non è stato un momento di paura o di giudizio, ma un’esperienza di accoglienza. La prima confessione diventa così un abbraccio: il luogo in cui si scopre che dire “scusa” non è una sconfitta, ma l’inizio di una gioia nuova. Una gioia leggera, proprio come una girandola che torna a girare quando riprende il vento. È anche un passo importante verso il futuro, una preparazione al prossimo grande incontro: quello con l’Eucaristia.

Un augurio che continua nel tempo
Nel cortile dei Salesiani, dove Giovanni Bosco insegnava che la santità consiste nello stare molto allegri, questi bambini hanno scoperto un segreto prezioso: il perdono rende il cuore leggero e capace di gioia. Che il vento dello Spirito continui a soffiare nelle loro vite, guidandoli con dolcezza nel cammino verso la Prima Comunione. E che quella girandola, simbolo semplice ma potente, continui a ricordare loro che ogni volta che si ricomincia, il cuore può tornare a danzare.
