L’Asti-Alba ha il 100% di puntualità, ma i problemi restano

L'analisi del Comis, il coordinamento della mobilità sostenibile, attraverso le parole del presidente Fulvio Bellora

alba stazione treni
La stazione di Alba

di Davide Barile

ALBA Attraverso il portale del Comis (Coordinamento per la mobilità integrata e sostenibile), gruppo nato nel 2020 per riunire alcune associazioni di pendolari piemontesi, è possibile tenere traccia degli indici di puntualità delle linee ferroviarie.

La notizia inattesa è che il quadro sembra essere decisamente positivo per una tratta. Spiega Fulvio Bellora del Comis: «Non vorrei che qualcosa cambiasse, ma sulla Asti-Alba nelle ultime settimane si è registrato il cento per cento di puntualità, ossia nessun treno ha viaggiato con un ritardo superiore ai tre minuti, tempo limite indicato dal contratto della Regione con Trenitalia. Molto buona la situazione pure sulla Alba-Torino-Germagnano, dove, nonostante qualche problema al passaggio a livello di Sommariva Bosco che a volte determina la fermata forzata dei treni, si è arrivati al 98 per cento di puntualità nella settimana dal 9 al 15 marzo. Non si tratta di dati ufficiali, ma di valori desunti dalla piattaforma della mobilità di Trenitalia e dai nostri incontri mensili con l’Agenzia della mobilità piemontese».

I problemi restano

Se da questo punto di vista è possibile esprimere soddisfazione, sotto altri aspetti il servizio ferroviario resta da migliorare. Prosegue Bellora: «Nell’ambito della consultazione ministeriale sui servizi ferroviari a media e lunga percorrenza, abbiamo inviato una lettera con alcune osservazioni al Ministero dei trasporti. Abbiamo voluto evidenziare l’assenza di collegamenti Intercity sulla direttrice Torino-Venezia e il mancato potenziamento dei servizi tra Torino e il Centro-Sud. La situazione tocca Asti e, indirettamente, Alba».

Per quanto riguarda l’asse verso il Nord-Est, «le persone sono costrette a spostarsi da Torino sui rapidi ma costosi Frecciarossa, senza poter salire sui treni nelle stazioni intermedie di Vercelli o Novara. Da Torino a Bologna, esistevano dei treni interregionali che, ogni giorno, effettuavano il servizio passando da Asti. Da anni, non è più possibile, ma sarebbe una tratta molto utile anche per chi si deve recare nelle altre città emiliane, come Parma: oggi si deve per forza passare da Milano. Da Asti, la pianura Padana e la costa adriatica sono raggiungibili soltanto nei fine settimana estivi con i treni del mare promossi dalla Regione Emilia Romagna».

Mancano corse

Il Frecciabianca da Torino a Lecce? «Non c’è più. I treni Intercity che fermano ad Asti percorrono soltanto la tratta Torino-Genova. Risultato: la gente non li prende perché il regionale è più economico e impiega quasi lo stesso tempo. Tali corse dovrebbero essere prolungate almeno fino a La Spezia o a Pisa». Una valutazione più positiva riguarda l’offerta tra Asti e Milano: «Sono sette. Da Asti, però, si può raggiungere Alba soltanto nei giorni feriali: il sabato e la domenica i treni continuano a non circolare. Per eventuali modifiche, penso occorra attendere almeno il consueto cambio orario invernale di dicembre. Ma l’ideale, come abbiamo ribadito più volte, sarebbe introdurre i viaggi del fine settimana già a settembre, in tempo per le manifestazioni dell’autunno albese».

Ci sono speranze

Qualche speranza di cambiamento è legata all’estinzione del debito della Regione Piemonte nei confronti di Trenitalia: «La Giunta capitanata da Sergio Chiamparino, non avendo in quel momento le risorse per pagare l’intero servizio, aveva stipulato un contratto ponte dal 2017 al 2020, con la clausola del pagamento finale di una maxirata di sessanta milioni. Appena insediato, Cirio ha tentato di rescindere il contratto e ha fatto ricorso, ma ha perso. Ha rinegoziato il pagamento dei sessanta milioni in tre rate, l’ultima delle quali sarà versata quest’anno. In seguito, potranno essere fatti ragionamenti più sereni. Il contratto decennale è entrato in vigore nel 2022: se si fossero mossi prima, tanti investimenti – come quelli relativi all’acquisto di nuovi treni – si sarebbero già potuti sbloccare da parecchio tempo».

Conclude Fulvio Bellora: «Anni fa, il trasporto ferroviario era fuori dall’agenda Cirio, ma ultimamente qualcosa è cambiato. Intendiamoci, non ci troviamo di fronte a miracoli: si sta facendo il minimo sindacale».

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