di Manuela Zoccola
L’AGGIORNAMENTO – «Chi sa qualcosa, lo dica, perché non succeda ad altri. Ormai Raffaele non torna. L’appello è di liberarsi la coscienza». Sono le parole della mamma di Raffaele Cotto nel servizio realizzato sulla terribile morte del figlio dalla trasmissione televisiva Chi l’ha visto? di Raitre andato in onda la scorsa settimana. Il corpo del giovane di 29 anni residente a San Damiano d’Asti, era stato trovato senza vita, all’alba del 25 marzo 2025, nei pressi della chiesetta con la grotta della Madonna di Lourdes, appena fuori dal centro del paese.
Per le agghiaccianti modalità della morte e per i troppi interrogativi e misteri rimasti senza spiegazione, la famiglia continua a chiedere verità e a cercare della risposte, senza rassegnarsi all’idea che la Procura astigiana abbia già archiviato la vicenda come un caso di suicidio, a cui nessuno in zona riesce a credere.
Il legale della famiglia Alberto Avidano (in passato aveva inviato una memoria al Pm per segnalare una serie di attività ritenute necessarie al fine di fare chiarezza, tuttavia gli accertamenti richiesti non erano stati disposti) ha dichiarato: «Al momento, per quanto è di mia conoscenza, non mi risulta che ci siano novità da parte della Procura». Nel servizio Tv sono stati ripercorsi, in particolare, gli ultimi dieci giorni di vita di Raffaele, richiamando l’attenzione proprio sui tanti dubbi e sulle molte ombre che continuano a rendere oscuro l’accaduto. A tal riguardo, il legale Avidano ha ribadito: «Ci stiamo attrezzando per quanto possibile, in considerazione anche dei costi elevati, per svolgere ulteriori indagini autonome».

