BRA – Domani, domenica 10 maggio, alle 10.30, il santuario della Madonna dei fiori ospiterà una celebrazione dal forte valore spirituale e dal respiro internazionale. Alla Messa prenderà parte il Golden voices alumni choir, coro nato all’interno della cappellania cattolica di San Tommaso d’Aquino della Federal university of technology di Owerri, in Nigeria.
Il gruppo riunisce professionisti provenienti dal mondo dell’ingegneria e delle tecnologie applicate che, negli anni universitari, hanno condiviso non soltanto il percorso accademico, ma anche la passione per il canto liturgico e la fede cristiana. Le loro voci, nate nella cappella universitaria della Futo (la sopracitata Università nigeriana), tornano oggi a incontrarsi in Europa per un appuntamento speciale proprio a Bra.
Per la celebrazione arriveranno al santuario coristi provenienti da Svezia, Germania, Singapore e Italia, accomunati dal desiderio di cantare le lodi di Dio e rendere grazie per il cammino della loro vita. Un segno concreto di amicizia e fraternità costruite nella fede, capaci di superare confini geografici e culturali.
Durante la Messa il coro canterà insieme alla formazione del santuario, dando vita a una suggestiva fusione di lingue e tradizioni: italiano, inglese e igbo, una delle principali lingue della Nigeria, parlata da oltre 45 milioni di persone e profondamente radicata nella tradizione liturgica cattolica africana.
«Quando cantiamo in Igbo portiamo all’altare una parte dell’anima dell’Africa», spiegano i componenti del coro.
La presenza del coro nigeriano sarà anche occasione per richiamare l’attenzione sulla difficile situazione vissuta da molte comunità cristiane nel paese africano, soprattutto nelle regioni centrali e settentrionali, segnate da violenze e persecuzioni.
I membri del Golden voices alumni choir chiedono infatti una preghiera per la pace e per la Chiesa nigeriana, rilanciando un messaggio di speranza, riconciliazione e fraternità universale.
Nel loro messaggio di ringraziamento, i coristi esprimono gratitudine al parroco don Gilberto Garrone, al coro del santuario diretto da Alessandra Bugnano, e a tutta la comunità di fedeli del santuario per l’accoglienza ricevuta, sottolineando come la musica sacra possa diventare strumento di incontro tra popoli e culture diverse.
Marco Fiorini
