Carlo Petrini: il ricordo alla Camera di Gribaudo

La deputata cuneese ha ricordato Carlin: “Proveremo a essere degni della tua semina”

Carlo Petrini: il ricordo alla Camera di Gribaudo
Chiara Gribaudo e Carlo Petrini foto©Andrea Olimpi

di Andrea Olimpi

CRONACAChiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, ha ricordato oggi alla Camera Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, scomparso nei giorni scorsi.

“Il cibo non come fine, ma come mezzo. Come strumento per trasmettere identità, cultura, radici, rispetto per la terra e per l’umanità. Questo era Carlin Petrini: un uomo enorme e semplice, non banale, puro”.

Così la deputata cuneese ha aperto il suo intervento, tracciando il profilo umano e politico di Petrini, figura capace di trasformare il rapporto con il cibo in una visione più ampia di comunità, giustizia sociale e rispetto della terra.

“È stato un rivoluzionario gentile, un anarchico felice, un visionario, un costruttore di futuro. Ha cambiato il mondo partendo dalle Langhe, da Bra, dal cibo, dentro cui idea c’erano la dignità del lavoro, la giustizia sociale, la biodiversità, la pace, la libertà – ha proseguito la deputata cuneese – Ci ha insegnato una cosa profondamente politica: che il mondo non si cambia con la paura e con il terrore, ma con la gioia e con l’amore. Che si può lottare senza perdere umanità. In un tempo che parla continuamente di intelligenza artificiale, lui continuava a ricordarci qualcosa di ancora più raro: l’intelligenza emotiva”.

Nel suo ricordo, Gribaudo ha richiamato anche l’eredità lasciata da Carlin, dalle Langhe al mondo, attraverso le realtà che ha contribuito a fondare e far crescere.

“Carlin non ha soltanto fondato Slow Food, Terra Madre, l’Università di Pollenzo. Ha cambiato vite. L’utopia concreta che ci lascia oggi è proprio questa: costruire comunità, relazioni, coscienze e forse il modo migliore per onorarlo non è soltanto celebrarne la grandezza, ma sostenere ciò che ha costruito e le persone che ha messo in cammino. Proveremo a essere degni della tua semina collettiva. Ciao Carlin, arveire”, ha concluso Gribaudo.

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