Vendemmia, il Piemonte parte bene ma pesa il vino in giacenza

Quasi 3 milioni di ettolitri di vini Dop ancora nelle cantine piemontesi

Foto di repertorio.

AGRICOLTURA La vendemmia 2026 parte sotto buoni auspici anche in Piemonte, con una raccolta anticipata e indicazioni positive sulla qualità delle uve. A destare preoccupazione, però, sono le consistenti quantità di vino della scorsa annata ancora presenti nelle cantine: il Piemonte sfiora infatti i 3 milioni di ettolitri di vini Dop in giacenza.

Dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, la raccolta sta procedendo bene per le varietà più precoci e per le uve destinate alle basi spumante, vendemmiate già prima di Ferragosto. L’anticipo medio è di almeno dieci giorni e, sul fronte qualitativo, le prime indicazioni sono positive. Tra le eccezioni figurano i danni provocati dalla grandine nell’alto Novarese e nel Teramano.

In Piemonte quasi 3 milioni di ettolitri di Dop in cantina

Se la qualità delle uve fa ben sperare, il nodo riguarda quanto è rimasto nei serbatoi dalla precedente annata. Una situazione che interessa in particolare i produttori e i soci delle cantine sociali, chiamati ad affrontare una nuova vendemmia con quantità ancora rilevanti di prodotto da collocare sul mercato.

A fotografare la situazione sono i dati del report “Cantina Italia” dell’Icqrf, l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero dell’Agricoltura.

Al 31 luglio, in Italia risultavano in giacenza oltre 23,5 milioni di ettolitri di vini Dop detenuti dai soggetti obbligati alla tenuta del registro telematico. A questi si aggiungono oltre 10,9 milioni di ettolitri di vino Igp.

Il Piemonte, con 2.963.478 ettolitri di vini Dop in giacenza, è tra le regioni italiane con le quantità più elevate. Davanti si trovano il Veneto, con 6.932.189 ettolitri, e la Toscana, con 3.391.783. Seguono, tra le regioni che superano il milione di ettolitri, Trentino-Alto Adige con 1.488.175, Sicilia con 1.466.020, Lombardia con 1.292.485 e Abruzzo con 1.171.047 ettolitri.

Una nuova vendemmia con i serbatoi ancora carichi

Il dato piemontese assume particolare rilievo proprio mentre prende il via una vendemmia anticipata. Alla prospettiva di una buona qualità delle uve si affianca quindi la necessità di smaltire le scorte della precedente annata, evitando che le nuove produzioni vadano ad aggiungersi a volumi già consistenti.

Una parte delle aspettative è riposta anche nella vendita diretta agli enoturisti durante il periodo delle vacanze, canale particolarmente importante per un territorio a forte vocazione vitivinicola e turistica come quello piemontese.

L’allarme sulle giacenze è stato sollevato in particolare in Sicilia da Confcooperative, Legacoop, Unci e Unicoop Sicilia, ma i numeri di “Cantina Italia” mostrano come la questione riguardi diversi tra i principali distretti vitivinicoli italiani.


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