AGRICOLTURA – Il comparto vitivinicolo piemontese attraversa una fase di forte difficoltà e servono scelte tempestive per affrontare la crisi e programmare il futuro. Con questo obiettivo Cia Agricoltori Italiani del Piemonte ha convocato gli Stati generali del Vino, in programma venerdì 30 ottobre, dalle 14 alle 18, nell’Aula Magna dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.
L’incontro sarà dedicato a produzioni, mercati, strategie e prospettive di un settore che necessita di interventi immediati, ma anche di una programmazione capace di guardare ai prossimi dieci anni.
All’iniziativa hanno aderito tutte le organizzazioni e i Consorzi più rappresentativi del comparto vitivinicolo piemontese, insieme a numerosi rappresentanti istituzionali e politici e a una significativa presenza di produttori.
«Una partecipazione ampia – sottolinea in una nota Cia Piemonte e Valle d’Aosta – che testimonia la necessità condivisa di affrontare con franchezza le criticità del settore e individuare soluzioni concrete».
Cia Piemonte ha promosso l’iniziativa dopo aver sollecitato, senza esito, la Regione Piemonte a organizzare un confronto organico sul futuro del vino. La Regione sarà comunque presente attraverso la Direzione Agricoltura e Cibo, cui competono le principali scelte di programmazione per il comparto.
Il programma degli Stati generali
I lavori prenderanno il via alle 14 con i saluti istituzionali. Seguirà un’analisi della situazione del comparto vitivinicolo piemontese, affidata a Tiziana Sarnari, responsabile dell’Ufficio Indicazioni geografiche di Ismea, Michele Fino, professore ordinario dell’Università di Scienze Gastronomiche, e Domenico Mastrogiovanni, rappresentante nazionale di Cia Agricoltori Italiani.
Alle 15.45 è prevista una tavola rotonda, moderata dal giornalista Roberto Fiori, alla quale parteciperanno Paolo Balocco, direttore del settore Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte; Gabriele Carenini, presidente di Cia Piemonte e Valle d’Aosta; Claudio Conterno, rappresentante di Cia Piemonte, e Francesco Monchiero, presidente di Piemonte Land.
Seguiranno gli interventi dei partecipanti, mentre le conclusioni saranno affidate a Cristiano Fini, presidente nazionale di Cia Agricoltori Italiani. Il coordinamento degli interventi sarà curato dal giornalista Osvaldo Bellino.
Cia: «La politica deve assumersi la responsabilità delle scelte»
Al centro del confronto ci sarà soprattutto la necessità di passare dalle consultazioni alle decisioni concrete. Una posizione già espressa dal Gruppo di interesse economico Viticoltura di Cia Agricoltori Italiani Piemonte e Valle d’Aosta dopo il recente incontro con l’assessore regionale Paolo Bongioanni.
«I tavoli di consultazione sono importanti e utili, ma alla fine è la politica che deve decidere – è la posizione espressa dal Gruppo di interesse economico Viticoltura di Cia Agricoltori Italiani Piemonte e Valle d’Aosta dopo il recente incontro con l’assessore Paolo Bongioanni –. Il momento che sta attraversando il vino non consente più tentennamenti. Dopo aver ascoltato tutti, ci aspettiamo che la Regione assuma decisioni, nella consapevolezza che non sarà possibile accontentare ogni richiesta. Rispetto a un anno fa, la situazione è ulteriormente peggiorata: le vigne non hanno un rubinetto che si possa chiudere o aprire per limitare i danni. In una fase difficile per tutti i settori, anche il comparto vitivinicolo deve sapersi assumere le proprie responsabilità».
La richiesta di Cia Piemonte è quindi quella di trasformare la crisi in un’occasione per ripensare e riprogrammare il settore vitivinicolo nel suo complesso, superando la logica degli interventi emergenziali.
Una prospettiva che deve necessariamente tenere conto dei tempi della viticoltura, dove le produzioni non possono essere modificate rapidamente per adeguarsi alle nuove condizioni dei mercati.
Le difficoltà, inoltre, non colpiscono tutti i territori con la stessa intensità. Per questo, secondo Cia, occorrono interventi differenziati, capaci di rispondere alle specificità delle singole realtà produttive.
Gli Stati generali di Pollenzo si propongono dunque come un momento di confronto per individuare una strategia condivisa, con l’obiettivo di dare al vino piemontese prospettive concrete per il prossimo decennio.
Redazione
