Il Gam ringrazia il Vescovo

Sabato sera 9 luglio, nella chiesa di San Cassiano in Alba, si è dato appuntamento un consistente gruppo di giovani Gam per fare corona intorno a mons. Giacomo Lanzetti, per dire insieme il proprio grazie al Signore, innanzitutto per le intense attività dell’appena trascorso anno pastorale e in particolare per il grande dono del Decreto consegnatoci nella solennità di Pentecoste, con il quale il movimento Gam (Gioventù ardente mariana) è stato riconosciuto nella Diocesi di Albacome“Associazione privata di fedeli”, approvandone anche lo Statuto.

La gratitudine era tale che nell’Eucaristia ci siamo uniti al salmista per cantare: «Come ricambiare il Signore per i suoi innumerevoli benefìci, per tutto il bene che ci ha fatto? Alzeremo il calice della salvezza, lo ringrazieremo e invocheremo il suo nome »(Salmo 115, 12-13). L’affabilità, la cordialità e la semplicità del nostro Vescovo hanno messo tutti i presenti a proprio agio fin dall’inizio e ci hanno ben disposti ad accogliere la parola di Dio. La liturgia era quella della XV domenica del Tempo ordinario.

Il Vescovo, nell’omelia, ci ha donato molti pensieri che sintetizziamo nei seguenti punti.

1 «Per tre domeniche consecutive il Vangelo ci presenta una serie di parabole attraverso le quali Gesù ci dà alcune indicazioni sul come comportarci per ottenere la nostra salvezza e come operare per trasmetterla anche agli altri.

2 Chi è colui che comprenderà il messaggio delle parabole? Chi non è accecato dalla superbia e dalla presunzione di sapere tutto, proprio come insegna Gesù quando, in mezzo a due fallimenti, dice al Padre: “Ti rendo lode, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza” (Matteo 11,25). Per il presuntuoso e per il superbo, purtroppo, non ci sarà mai la possibilità di comprendere in tutta la sua bellezza e grandezza la novità portata da Gesù. Ciò che essi “comprendono” è che Gesù diventa importante da seguire perché garantisce cibo gratis; mentre gli umili e i semplici scoprono la parola di Gesù come una novità che libera, che consola, che rinnova ogni cosa e apre alla speranza.

3 Coloro che tengono gelosamente tra le loro mani la ricetta della “fede fai da te” si precludono personalmente ogni apertura alla novità. Gesù, citando il profeta Isaia, rivolgendosi a questa categoria dice: “Udrete, sì, ma non comprenderete, guarderete, sì, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile” (Matteo 13,15).

4 Nonostante questo, Gesù semina ovunque e con abbondanza il buon seme della sua parola, lasciandoci liberi di accoglierla o di rifiutarla. Gesù semina generosamente perché il suo progetto è quello di poter arrivare a tutti. Ancora oggi, per poter arrivare a tutti, Gesù si serve di quelle persone che, colto il seme della Parola, lo hanno fatto fruttificare a tal punto da sentire la necessità di donarlo agli altri, a tutti coloro che aprono il loro cuore. Non è successo così anche per noi? La Parola è stata seminata nel nostro cuore grazie a tante persone buone che abbiamo incontrato nel corso della vita.

5 La parabola del seminatore è intrisa di ottimismo cristiano perché noi sovente ci scoraggiamo, con la forte tentazione di lasciar perdere perché non “vediamo i frutti”. Invece Gesù si mostra ugualmente generoso e coraggioso continuando a seminare con fiducia, attendendo, anche con una pazienza infinita la nostra risposta. Qual è questa risposta che noi siamo chiamati a dare? Ce lo dice Gesù: “La gloria del Padre mio è che voi portiate molto frutto… un frutto che rimanga” (Giovanni 15,8.16).

6 In quale modo noi possiamoportare frutto? Interiorizzando la Parola ed elaborandola seriamente proprio come fa il seme quando cade sulla terra buona; se si vuole che esso attecchisca e germogli, prima deve scendere bene in profondità. Così è per la parola di Gesù; essa porta frutto quando, dopo averla ascoltata con cuore puro, la si lascia lavorare senza riserve. Questa Parola esige un lavoro perseverante e aborrisce il prurito di provare del brivido vissuto per se stesso. L’esperienza della vita cristiana è lasciar operare costantemente il seme, meravigliandosi delle sorprese che esso riserva quotidianamente.

7 Provvidenzialmente chi oggi appartiene a un movimento, ecclesialmente aperto, obbediente e collaborativo con le autorità ecclesiali preposte, riesce a fare una forte esperienza della bellezza e della potenza della parola di Dio, tanto da sentire l’esigenza di testimoniarla e di annunciarla. Nel caso presente del Gam, sono contento di essere stato il Vescovo che ha accolto la vostra domanda, perché ho conosciuto questo movimento al suo sorgere e ho apprezzato da subito la serietà delle proposte. Quando si lotta insieme si è più forti e ci si aiuta a vincere anche i pensieri negativi.

8 La parola “magica” che aiuta a superare ogni tentazione rimane sempre l’invito di Gesù alla conversione. Nella conversione del cuore sta infatti la nostra salvezza. Giovani Gam, sappiate scrivere una bella pagina di autentica vita cristiana nella nostra Diocesi albese! Sappiate contraddistinguervi in mezzo a tanti altri giovani che hanno fatto, o che faranno delle scelte diverse, lontane da Gesù! Come sarebbe bello se dalle file del Gam uscissero ancora dei giovani felici di consacrare nel sacerdozio tutta la loro vita al Signore. Con la parabola del seminatore è evidente che il Signore vuole coinvolgere l’umanità in tutti i modi; pertanto, anche voi giovani del Gam dovete porvi una domanda importante: Gesù, per la Diocesi di Alba, che cosa si aspetta dal movimento Gam?

9 Concludo invitandovi a portare frutto nella Chiesa e per il bene della Chiesa. Evitate il pericolo di chiudervi, ripiegandovi su voi stessi, altrimenti il gruppo imploderebbe e sarebbe la sua disfatta. Ancoratevi alla parola di Gesù e siate sempre in sintonia con lui e con la Chiesa e allora sarete fecondi e porterete frutti abbondanti, ora e nei prossimi anni». Il movimento Gam di Alba ringrazia riconoscente il Vescovo per la sua benevolenza, accoglie docilmente la sua parola e, responsabilmente, desidera essere, non solo collaboratore, ma corresponsabile, secondo il proprio carisma e le proprie forze, per servire la Santa Chiesa albese.

Don Eligio Mantovani

Un movimento giovanile, di ispirazione eucaristica, mariana ed ecclesiale

La notte del 24 maggio 1975, nella basilica di Maria Ausiliatrice a Torino, durante una veglia di preghiera, partecipata da un numero altissimo di giovani, la Madonna, servendosi del sacerdote don Carlo de Ambrogio, ha ispirato la fondazione del Gam (Gioventù ardente mariana). Il Gam, fra i tanti pericoli e sbandamenti della società odierna, vuole essere una “roccaforte” perché i giovani possano vivere e testimoniare la propria fede. Gli aderenti al movimento si impegnano nella preghiera del rosario quotidiano, in una forte vita eucaristica, a un amore entusiasta per il Vangelo e attaccamento e fedeltà al Papa e all’insegnamento della Chiesa. Il movimento intende aiutare i giovani a scoprire il pieno significato degli avvenimenti della loro vita e lanciarli nello splendido ideale del Regno di Dio. L’impegno preciso è quello di riportare Dio nella famiglia, nella scuola, nelle comunità parrocchiali e in tutta la società. Grande sogno del Gam è «costruire la civiltà dell’amore e preparare la primavera della Chiesa, lanciando i giovani».

g.c.

IL CAMMINO DAL 1993 – Un po’ di storia

Il 22 giugno 1993, a Valpone, don Eligio Mantovani, viceparroco di Canale, propone a un nutrito numero di adolescenti e di giovani di formare un gruppo ispirato alla spiritualità del Gam: la proposta viene accolta e ha così inizio la storia del Gamnella Diocesi di Alba, nella forma laicale, in quanto già da tempo esisteva quella religiosa della Pia unione delle Figlie della Madre di Gesù, presenti presso il santuario di Todocco. Il 21 aprile 1999, in uno studio legale di Alba, dopo le opportune correzioni e la benedizione dell’allora vescovo Sebastiano Dho, viene richiesto e ottenuto, con atto costitutivo, il riconoscimento civile del primo Statuto. Da allora si è continuato a lavorare nel silenzio e in piena obbedienza, in sintonia con i programmi pastorali diocesani, e alle direttive affidate personalmente dal vescovo Sebastiano. Il 15 agosto 2010, il vescovo Dho ha donato al Gam un gradito e apprezzato attestato di stima per l’opera svolta dal movimento anche in vista di un futuro riconoscimento. Siamo così giunti all’attuale decreto di riconoscimento a firma del vescovo Giacomo Lanzetti. Il 12 giugno 2011, Solennità di Pentecoste, il Vescovo consegna il Decreto nel quale si legge: «Preso atto con compiacimento delle finalità formative e spirituali dell’associazione, attraverso la promozione e il coinvolgimento di giovani, adulti e famiglie in attività di evangelizzazione per l’annuncio e la diffusione del Regno di Dio», viene riconosciuto il Gam come associazione privata di fedeli, e nominato don Eligio Mantovani come assistente ecclesiastico diocesano. La presidente e legale rappresentante dell’associazione è la signora Marilena Rigardo e la sede è presso la parrocchia di San Cassiano in Alba, in via Pieroni 5. Una storia che dura da 18 anni, una storia di grazia per i giovani della Langa e del Roero, un dono per tutti, con la benedizione della «Mamma celeste», come si è soliti invocarla nel movimento Gam.

g.c.