Billa flop. 38 persone a casa

La notizia che era nell’aria da alcuni mesi prende forma e viene confermata ufficialmente. Il supermercato Billa di Castagnito entro fine anno cesserà la sua attività chiudendo definitivamente. Nei giorni scorsi si è svolto un incontro tra le parti sindacali, la direzione del quartier generale di Milano e il Primo cittadino del Comune di Castagnito per discutere e cercare valide alternative, riguardanti la sorte delle trentotto persone attualmente in forza al supermercato.

L’attuale Billa, ai suoi tempi Unieuro, fu il primo punto commerciale che introdusse circa trent’anni fa il modello del supermercato nelle nostre zone. Dopo alcuni cambi di marchio, da qualche anno la struttura fa parte del gruppo Billa (brand del gruppo alimentare tedesco Rewe, che annovera tra gli altri anche quello dei discount Penny).

A quanto dicono le parti, le principali cause che hanno portato la sede centrale a consolidare questa decisione sono riconducibili a due fattori: la concorrenza dei centri commerciali che negli anni sono nati alle porte di Alba, con conseguente fatturato in perenne ribasso, e la mancata realizzazione di un progetto, che prevedeva la nascita di un centro commerciale, mai attuato, trasformando la sede di Castagnito in “una cattedrale nel deserto”.

Salvatore Bove del sindacato Uilutcs ha riferito che nell’incontro tra le parti sono state varate tre proposte al gruppo. La prima consisterebbe nell’inserire la filiale di Castagnito nella trattativa che Billa e Conad stanno portando a termine sul punto vendita di Borgo San Dalmazzo (filiale non in perdita) per la conversione in un centro commerciale a marchio Leclerc. Visti il fatturato, circa 3,5 milioni di euro annui, e le dimensioni, è stata richiesta la trasformazione di Castagnito in un supermercato a marchio Conad. La seconda consisterebbe nella richiesta di assorbire una parte dei lavoratori nel punto vendita a marchio Penny di prossima apertura a San Damiano. La terza, che includerebbe la cooperazione dell’Amministrazione di Castagnito, prevederebbe la ricerca atta all’inserimento dei lavoratori nella grande distribuzione della zona, sfruttando lo sgravio fiscale dei lavoratori, coperti dall’ombrello degli ammortizzatori sociali.

Il 15 novembre è in programma un nuovo incontro, durante il quale si cercherà di trovare un’intesa. «Questo è un violento colpo all’economia locale», ha detto il primo cittadino di Castagnito Pier Felice Isnardi. «Trentotto persone senza lavoro in un periodo come questo!». Il gruppo intanto ha già aperto le pratiche per la mobilità dei trentotto dipendenti. Gazzetta ha cercato per più giorni di raggiungere telefonicamente la sede direttiva, ma ogni tentativo è stato inutile.

Cristian Borello