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2013, anno della ripresa?

Dietro l’angolo della crisi: è un metafora “spaziale” il titolo del convegno organizzato il 10 febbraio dalla fondazione Ferrero. Dietro l’angolo vuol dire frugare tra i retroscena, tra le cause che hanno innescato l’“ordigno”. Significa anche ipotizzare metamorfosi di un contesto sociale stressato da quattro anni di difficoltà. Il protagonista della serata è Pietro Terna, professore di economia all’Università di Torino, classe 1944, studioso della complessità, una visione d’insieme capace di descrivere i fenomeni in maniera sfaccettata. Da molti anni, Terna programma sistemi che consentono di riprodurre i comportamenti del mondo reale (ad esempio, le azioni di un tesoriere di banca), cercando di prevederne l’accadere.

È emerso da Terna come il Piemonte, tra il 2008 e il 2009, sia stata una delle peggiori aree italiane per ribasso del Prodotto interno lordo, con valori compresi tra il – 5 e il – 6 per cento. La regione sarebbe stata scalzata dal podio dei “virtuosi” ovvero dei territori in grado di contribuire meglio al Pil nazionale. La classifica vede al primo posto la Lombardia (con un’incidenza del 16,3 per cento sul Prodotto interno lordo nazionale), poi il Lazio, il Veneto, l’Emilia e a questo punto il Piemonte (7,4 per cento). Ultima criticità, l’età elevata della popolazione rispetto al resto d’Europa. «Ha ragione il ministro del lavoro Elsa Fornero », ha spiegato Terna. «Bisognerebbe adeguare l’età pensionabile agli standard Ue. Il vero dramma sociale è rappresentato, piuttosto, dai cinquantenni che perdono il lavoro». In positivo, il Piemonte può contare su «un solido tessuto terziario e su una buona media degli anni di formazione (9 per individuo, contro i 5 di 30 anni fa), elementi che potrebbero favorire una rapida ripresa».

Sulle origini della recessione Terna non esita: la speculazione finanziaria e l’avidità delle banche sono i primi imputati. «Sono un sostenitore della Tobin tax, da applicare a ogni transazione finanziaria. In questo modo il profitto fine a se stesso verrebbe arginato e la speculazione tornerebbe ad assumere il proprio ruolo, quello di regolamentazione del mercato e di “riequilibratore dei prezzi”. Tra le cause del nostro annaspare, non bisogna dimenticare i politici, che hanno governato in modo sconsiderato e senza capire di economia. Dicono, ad esempio, che il cancelliere tedesco Angela Merkel non possieda grandi competenze su questo fronte».

Sul futuro il Professore è ottimista: «Se il 2012 è compromesso, il 2013 potrebbe essere l’anno della ripresa. L’“angolo” della crisi si sta avvicinando: potrebbero aspettarci piacevoli sorprese. Sul fronte del lavoro, ad esempio, sono certo che il dialogo tra il ministro Fornero e la sindacalista Susanna Camusso sarà proficuo. Insieme troveranno una soluzione».

Matteo Viberti

Foto Images.com, Corbis