Il direttore risponde (18 settembre)

La gioia di rinascere ogni giorno

«Al mattino di ogni giorno si rinasce», è uno dei tanti gioiosi ritornelli scritti da Tiziano Gaia per il primo musical su fratel Luigi, presentato a Castellinaldo, il 7 e l’8 settembre. Un meraviglioso lavoro, frutto di impegno, tenacia e speranza, ma anche una bella testimonianza per i giovani e gli uomini di oggi, spesso sfiduciati da un futuro incerto, giudicati negativamente, sprofondati nel baratro della noia, barcollanti tra le molteplici scelte e direzioni da prendere. Siamo in un periodo di crisi, viviamo spesso circondati da tante paure e problemi da affrontare. Abbiamo tanta tecnologia, ma ci troviamo sperduti, sembra che non vi siano soluzioni e ci scopriamo come bambini che cercano la luce nel cuore della notte. L’estate ci sta salutando, nonostante il ritorno del caldo, ma ciò che ci sembra la fine è un nuovo inizio e quindi tornano queste belle parole, «al mattino di ogni giorno si rinasce»! Settembre rinasce, si veste di colori caldi come il rosso delle nostre colline, si spoglia dei tanti grappoli d’uva, ma rinasce col profumo del vino nelle cantine; rinasce con la scuola che riapre i cancelli ai piccoli che per la prima volta indossano il grembiule, respirano il profumo delle matite, dei quaderni; rinasce con i più grandi a cui chiede di mettersi in gioco, di non sprecare il loro tempo, i loro affetti, la loro vita; rinasce per gli insegnanti, la cui agenda bianca man mano si riempirà di riunioni, di nomi, di argomenti, di voti…; rinasce per coloro che credono che la vita sia abitudine, ma non vi è giorno uguale all’altro se noi sapremo renderlo speciale e unico, nella sua semplice quotidianità.

Letizia Battaglino

Le parole di questa lettera mi fanno venire in mente due riflessioni. La prima prende spunto dall’omelia pronunciata da Benedetto XVI a Beirut domenica scorsa. La risposta alla situazione difficile del Medio Oriente, ma anche ai problemi economici e socio-psicologici ai quali dobbiamo far fronte nelle nostre famiglie, si può trovare, in modo apparentemente paradossale, nelle parole di Gesù, che ci invita a seguirlo come maestro. «Porsi alla sequela di Gesù», ha detto il Papa, «significa prendere la propria croce per accompagnarlo nel suo cammino, un cammino scomodo che non è quello del potere o della gloria terrena, ma quello che conduce necessariamente a rinunciare a se stessi, a perdere la propria vita per Cristo e il Vangelo, al fine di salvarla. Poiché siamo certi che questa via conduce alla risurrezione, alla vita vera e definitiva con Dio». La via sulla quale Gesù ci vuole condurre, «è una via di speranza per tutti. La gloria di Gesù si rivela nel momento in cui, nella sua umanità, Egli si mostra più debole, specialmente nell’Incarnazione e sulla croce. È in questo modo che Dio manifesta il suo amore, facendosi servo, donandosi a noi». Una seconda riflessione nasce dal ritornello del musical su fratel Luigi: «Al mattino di ogni giorno si rinasce». Mi ha fatto ricordare le parole del grande cantore della speranza cristiana, il poeta Charles Peguy. Ecco i suoi versi:

«Ma la speranza, dice Dio, la speranza, sì, che mi sorprende.
Me stesso.
Questo sì che è sorprendente.
Che questi poveri figli vedano come vanno le cose e credano che domani andrà meglio.
Che vedano come vanno le cose oggi e credano che andrà meglio domattina.
Questo sì che è sorprendente ed è certo la più grande meraviglia della nostra grazia.
E io stesso ne son sorpreso.
E dev’esser perché la mia grazia possiede davvero una forza incredibile».