Peregrinazione dell’urna di don Bosco in Alba: 1 e 2 gennaio 2014

La Diocesi di Alba e l’Ispettoria salesiana hanno programmato la sosta dell’urna di don Bosco in Cattedrale ad Alba nei giorni 1 e 2 gennaio 2014, con il seguente orario: mercoledì 1 gennaio, ore 17.15: arrivo in piazzaDuomo; ore 17.30: accoglienza con il Vescovo; ore 18: Celebrazione eucaristica presieduta da mons. Lanzetti, per il popolo e la Famiglia salesiana; ore 20.30: Celebrazione eucaristica e venerazione libera. Giovedì 2 gennaio, ore 8: Celebrazione eucaristica; ore 9.30: preghiera e ritiro spirituale per consacrate/i e sacerdoti con l’Ispettore salesiano; ore 11.30: celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo; ore 13: venerazione personale della reliquia; ore 16: incontro di preghiera per ragazzi e catechisti; ore 18: Celebrazione eucaristica presieduta dal Vicario generale; ore 20.45: veglia dei giovani con il Vescovo. “Egli andava a visitarli… e tutti lasciava con una gioia indicibile”.

g.c.

 

Ci sono diversi avvenimenti e uomini che legano don Bosco alla Diocesi di Alba. Celebre è il panegirico che il Santo tenne ad Alba nel giorno della festa di San Filippo Neri del 1868.

Un legame di profonda amicizia si instaurò fra Don Bosco e monsignor Eugenio Roberto Galletti, alla guida della diocesi dal 1867 al 1879. I due si conoscevano dagli anni ‘40. Don Bosco, formatosi al Convitto Ecclesiastico, tenne per un certo tempo lezioni di teologia morale. Di certo Galletti fu uno dei suoi collaboratori nei primordi dell’Oratorio di Valdocco, dove inviava dei giovani sia per l’apprendimento di un mestiere sia per lo studio.

È difficile stimare quanti ragazzi della diocesi vennero ospitati a Torino da Don Bosco. In prima approssimazione tra il 1847 e il 1869 ne risultano circa una dozzina, cui vanno aggiunti quelli che provenivano dal circondario.

L’affetto e la stima di Monsignor Galletti fu totalmente ricambiato da parte di don Bosco e dei salesiani, prova ne sono l’invito a lui rivolto di pontificare alla conclusione delle feste per la consacrazione della chiesa di Maria Ausiliatrice.

Anche con l’illustre ministro della pubblica istruzione Michele Coppino, originario proprio di Alba, Don Bosco intrattenne una fitta corrispondenza. Sovente si trattava di ottenere deroghe o permessi per gli insegnanti salesiani o di difendere le scuole dell’Oratorio dal rischio di chiusura e si conserva una lettera del 1875 che tratta dell’accettazione di un ragazzo povero all’Oratorio di Valdocco.