Casa di riposo di Guarene lancia un Sos volontari

GUARENE. La piccola casa di riposo San Francesco d’Assisi di Guarene, visitata nei giorni scorsi dal vescovo Giacomo Lanzetti, cerca la collaborazione dei volontari e in modo particolare dei giovani del paese roerino per sopravvivere.
L’ospizio, fondato l’8 maggio 1921 e inaugurato il 12 febbraio 1926, in una struttura all’avanguardia, per l’epoca, regalata dall’avvocato Secondo Paoletti, conta oggi 23 ospiti. Una piccola comunità, in uno dei luoghi più suggestivi del Roero. Una rarità tra strutture sempre più grandi e specializzate, ma spesso fredde e asettiche, sempre più contenitori di dolore e non di vita. «La casa di riposo San Francesco d’Assisi è un Ipab (Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza) che continua la propria missione tra molte difficoltà, proponendo rette molto basse e cercando di accogliere gli ospiti come in una famiglia allargata, con gioia e umanità», spiega Laura Malfatto, presidente confermato della struttura.
Nonostante le ristrettezze e le difficoltà, in parte mitigate dall’aiuto annuale della fondazione Crc e del Comune che devolve alla struttura il 5×1000, non è mai venuta meno l’attenzione verso gli ospiti, costantemente impegnati in attività culturali e ludiche, in collaborazione con le scuole del paese e con gli anziani Ferrero. Al fianco del presidente, un Cda che opera gratuitamente (come il presidente stesso), composto da Fernanda Ceccato, Agnese Bevione, Fiorino Riolfo e Marcella Cavallero. Un drappello di guarenesi volenterosi coadiuvati quotidianamente da Sergio Negro e dalla moglie Marilena e da un gruppetto di volontari, non sufficiente però a garantire le attività di svago quotidiane e le iniziative proposte dalla presidente:  «Vorrei attivare un servizio di pasti a domicilio, per gli anziani del paese a un prezzo di 10 euro per colazione, pranzo e cena e dare la possibilità ai guarenesi di usufruire dell’ambulatorio infermieristico per le iniezioni oltre a offrire il bagno assistito nella struttura o alla possibilità di soggiornare nella struttura per brevi periodi». Servizi che richiedono, specie quello dei pasti a domicilio un aiuto esterno: «La speranza mia e del Cda è che molti giovani possano avvicinarsi per regalare, con solo poche ore del proprio tempo, un sollievo ai nostri ospiti per organizzare la tombola, per suonare e cantare qualche canzone o anche solo per ascoltarli, sono convinta che i primi a beneficiarne sarebbero i giovani stessi».
Marcello Pasquero