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Anche la Chiesa si è finalmente accorta della questione femminile

Egregio direttore, mi fa piacere che anche la Chiesa finalmente si sia accorta della questione femminile, dimostrando in diversi modi attenzione verso le donne e la celebrazione dell’otto marzo.
Tuttavia, non crede che anche in fatto di emancipazione femminile la tradizione cristiana abbia qualche scheletro negli armadi, di cui dover chiedere scusa?
Non mi riferisco al sacerdozio delle donne, su cui si può discutere all’infinito sia a livello teologico sia a livello storico (gli Atti degli apostoli addirittura accennano a una diaconessa a Cencre). Ma al posto che la donna per due millenni ha occupato nella Chiesa, al modo in cui è stata trattata. La manzoniana storia della monaca di Monza, pur nella sua dimensione romanzata, sintetizza bene tanti aspetti della discriminazione femminile. Eppure non sono mancate donne la cui valorizzazione sarebbe tornata a tutto vantaggio per la Chiesa, se penso a una santa Teresa d’Avila, Ildegarda di Bingen, santa Caterina da Siena ecc.
Pasquale P. – Alba

In realtà la «diaconessa di Cencre» è citata da san Paolo nella Lettera ai Romani (16,1) e non è certo quale fosse il suo ruolo, dato che la parola greca indica semplicemente un servitore. Tanto che la nuova traduzione ufficiale suona così: «Vi raccomando Febe, nostra sorella, che è al servizio della Chiesa di Cencre». Riguardo invece a donne come Teresa d’Avila, Ildegarda di Bingen, Caterina da Siena, non per nulla sono state proclamate sante e anche dottori della Chiesa (Teresa e Caterina). Insomma, sono state e sono tuttora valorizzate. È vero però che molti uomini di Chiesa non hanno mancato di manifestare la loro misoginia nel corso della storia ed è vero che nelle strutture ecclesiastiche la presenza femminile è ancora scarsa. Ci sono molti passi da fare, al di là della questione del sacerdozio femminile. Rispondendo ad alcuni giornalisti, lo stesso papa Francesco sottolineò un paio di anni fa l’importanza delle donne nella Chiesa: «Una Chiesa senza le donne è come il Collegio apostolico senza Maria. Il ruolo della donna nella Chiesa non è soltanto la maternità, la mamma di famiglia, ma è più forte… La Madonna è più importante degli Apostoli! Non si può capire una Chiesa senza donne, donne attive». E ha concluso: «La donna, nella Chiesa, è più importante dei vescovi e dei preti; come, è quello che dobbiamo cercare di esplicitare meglio».