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Si registrano attesa e tensioni per l’arrivo dei migranti a Montà

MONTÀ Tutto è pronto per accogliere i quattro migranti che la Caritas diocesana affiderà alla parrocchia montatese. Sono arrivate tutte le autorizzazioni del caso dalla Questura e l’appartamento di via Torino 8 è pronto.

Mancano solo gli ospiti, che erano attesi per l’inizio di agosto ma che ancora non sono stati assegnati. Quando arriveranno saranno seguiti da un animatore di Alba a cui si affiancherà da subito, anche se inizialmente part-time, Marco Giorio, montatese classe 1983.

In ogni caso il clima di attesa non è dei migliori. Per dirla con le parole del parroco, don Domenico, primo promotore dell’iniziativa, c’è tensione e fraintendimento.

A fine luglio, un vicino di casa dei migranti, ha aggredito verbalmente e ha strattonato un volontario della parrocchia. La sola colpa del parrocchiano è stata quella di aver accompagnato nell’appartamento il tecnico dell’Egea che avrebbe dovuto attivare il contatore di luce e gas. Nei giorni successivi lo stesso aggressore, anche se soltanto verbalmente, ha continuato a intimidire i volontari al lavoro per la sistemazione dell’alloggio tanto che don Domenico è stato costretto a segnalare la cosa ai Carabinieri.

Anche se si tratta di un fatto isolato è intervenuto il parroco: «Non posso fare a meno di rilevare come una parte del paese si stia preparando ad accogliere i rifugiati. Sicuramente, il clima di odio e paura che tutti insieme rischiamo sempre più di alimentare non è conforme al Vangelo e alle parole del Papa. Per questo penso sia importante che la comunità cristiana manifesti sempre più pubblicamente quell’amore a Dio che passa solo attraverso la testimonianza della prossimità verso il fratello, soprattutto se nel bisogno e nella necessità. Grazie, invece, a tutti coloro che si stanno attivando perché questa accoglienza sia il più possibile fraterna e amorevole».

Andrea Audisio