Il campo nomadi sarà spostato nelle vicinanze?

DAL COMUNE È al lavoro la commissione comunale chiamata a valutare le sette offerte presentate dalle imprese a seguito del bando del Comune per la demolizione delle abitazioni abusive nel campo nomadi Pinot Gallizio. Una questione annosa che l’Amministrazione Marello si è impegnata a risolvere entro il 2016, ma che probabilmente richiederà tempi più lunghi. Si avvicina alla fase esecutiva un iter partito durante il secondo mandato di Giuseppe Rossetto per la messa in sicurezza dell’area e la ricollocazione del campo nomadi. In mezzo decine di sopralluoghi di esperti e tecnici del Comune e sei ordinanze di demolizione, prontamente disattese.

A inizio 2016 lo stanziamento, deliberato dalla Giunta, di 120mila euro per rimuovere alcune strutture, che da semplici case mobili e verande erano diventate case in mattoni. Strutture che in base alla nuova classificazione introdotta dal Piano regolatore che definisce l’area “ad alto rischio” vanno demolite, nonostante risultino la dimora per novanta persone che risiedono nel campo nomadi.

Molte le irregolarità riscontrate nel corso delle ispezioni: dall’occupazione abusiva di terreno, alla costruzione abusiva, passando per l’allacciamento non autorizzato alle reti del metano e del gas, fino al taglio dell’argine dello scolmatore comunale. Per recuperare i 120mila euro stanziati, la Giunta darà mandato alla Polizia municipale di individuare urgentemente tutti i soggetti responsabili degli abusi al fine di poter procedere successivamente con il recupero della spesa sostenuta per la demolizione.

«Da oltre dieci anni si discute della demolizione dei fabbricati abusivi sorti nell’area del campo nomadi di corso Canale», precisa il sindaco Maurizio Marello, che aggiunge: «Il Piano regolatore appena approvato classifica l’area ad alto rischio per la vicinanza al fiume e a gasdotto e metanodotto, per questo è necessario procedere alla demolizione e alla ricollocazione del campo. Non possiamo dimenticare l’aspetto umanitario riguardo a un’area che ospita oltre novanta persone, in gran parte di nazionalità italiana».

Nessuna novità riguardo alla futura collocazione del campo nomadi, tramontata l’ipotesi di località Topino (vista di buon grado dalla Regione con uno stanziamento di 400mila euro) per la contrarietà dei residenti del quartiere Vivaro e degli stessi nomadi a causa della vicinanza alla casa di reclusione. Bolla ricorda che «al comma 52 del Piano regolatore viene indicata come destinazione finale del campo nomadi: “parchi e aree verdi”».

Una definizione troppo generica. Per questo Marello apre in anteprima a una nuova ipotesi: «Una soluzione potrebbe essere spostare solo di qualche decina di metri il campo nomadi in una zona meno a rischio, dopo aver demolito le strutture abusive e maggiormente pericolose. Ne discuteremo nelle prossime settimane con le forze dell’ordine e gli interessati».

Marcello Pasquero