Su questo sito utilizziamo cookie tecnici.

Elezioni comunali: i programmi degli otto candidati a sindaco di Asti

ASTI Domenica si vota ad Asti, con otto candidati a sindaco: Angela Motta (Pd-centrosinistra), Maurizio Rasero (Lega, Fi, Fdi), Biagio Riccio (Dalla parte degli astigiani), Angela Quaglia (Lista civica, centrodestra), Massimo Cerruti (M5s), Beppe Rovera (Ambiente Asti, centrosinistra), Beppe Passarino (Uniti per Asti, centrosinistra, Rita Balistreri (candidata di centro). Questo, in sintesi, il loro programma su temi come frazioni, campi Rom, parcheggi, cultura e mercati, su cui nei mesi scorsi si è discusso molto in città.

Angela Motta: «Mi impegno a mantenere il finanziamento alle frazioni, che quest’anno era di 1,5 milioni. Il metano dovrà arrivare in tutte le frazioni. Da consigliere regionale ho ottenuto che Asti sia la prima città del Piemonte a ricevere i finanziamenti che l’Unione europea stanzia per chiudere i campi Rom. Realizzerò un parcheggio in Campo del Palio per poter pedonalizzare piazza Alfieri e istituirò un ufficio stampa che si occupi della promozione di tutte le manifestazioni cittadine. Mi sono battuta per ottenere finanziamenti destinati alla riqualificazione dei mercati».

Maurizio Rasero: «Le frazioni sono state dimenticate per troppo tempo. Intendiamo intervenire per non fare più sentire gli abitanti cittadini di Serie B. Sui campi nomadi intendiamo attuare l’ordine del giorno del 2016 che impegna il Sindaco e la Giunta a verificare la sussistenza di tutte le condizioni necessarie per il superamento e la chiusura. Abbiamo in programma la costruzione di nuovi parcheggi. Fra un parcheggio sotterraneo e l’eventuale copertura di una piazza preferiamo la prima soluzione. Vogliamo promuovere la creazione di una fondazione o altro ente (a gettone zero) che si occupi delle grandi manifestazioni dell’estate astigiana. Vogliamo riqualificare il mercato che oggi è la brutta copia di quello che era solo pochi anni fa».

Biagio Riccio: «Lo stato di abbandono delle frazioni è sotto gli occhi di tutti e il negozio frazionale soccombe sotto i colpi dei centri commerciali e della crisi. Forniremo aiuto economico a chi volesse nuovamente intraprendere un percorso imprenditoriale. I rom devono essere chiusi all’interno degli accampamenti: per noi, è tolleranza zero. Non siamo contrari ai parcheggi sotterranei. Anche la sopraelevazione di piazza del Palio potrebbe essere una buona soluzione. Anni fa, Asti teatro era delle più belle rassegne nazionali. Vorremmo tornare a un programma che copra le esigenze degli intenditori e dei giovani. Il mercato è oggi la maggior attrattiva commerciale di Asti e dà una boccata di ossigeno alla stagnante economia della città».

Angela Quaglia: «Per le frazioni è necessario garantire collegamenti efficienti con la città e connessione Internet adeguata. La valorizzazione avverrà anche attraverso la manutenzione del territorio e iniziative di promozione dei prodotti locali. Sui campi Rom intendiamo far applicare le regole: interrompere l’erogazione dei finanziamenti per il pagamento delle bollette e controllare i campi per verificarne lo stato socio-sanitario, a tutela dei minori. Vogliamo estendere l’area pedonale per rendere il centro più vivibile. Siamo contrari al raddoppio di piazza del Palio. Molto meglio sarebbe creare parcheggi sotterranei in piazza Alfieri e alla caserma Colli. Il nostro obiettivo è sviluppare un modello di Asti Musica e di Asti Teatro nel quale, vicino ai grandi nomi, possano trovare spazio gruppi meno celebri. I mercati del mercoledì e del sabato sono un’attrazione, ma vanno riorganizzati e riordinati.

Massimo Cerruti: «La prima cosa da fare è bloccare la nascita di nuovi centri commerciali o enormi finti villaggi agresti che contribuirebbero a desertificare città e frazioni. Non saranno più tollerati i roghi delle discariche abusive. L’obiettivo è la chiusura dei campi rom. Asti non ha bisogno di altri parcheggi e di opere impattanti e costose. È necessario incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici con un miglior servizio e nuove politiche tariffarie, ampliare la zona pedonale e promuovere l’utilizzo della bicicletta. Asti musica dovrà dare spazio anche ad artisti locali e il teatro dovrà essere rivolto a tutti con politiche tariffarie incentivanti soprattutto per i giovani. Il mercato di iazza Alfieri, potrebbe beneficiare di nuovi spazi nella parte più recente e degradata del vecchio ospedale, ma vanno rivalutati anche il mercato di piazza Catena e quelli rionali».

Beppe Rovera: «Le frazioni aspettano interventi di manutenzione, risistemazione, qualificazione. Non passano i bus e i punti di aggregazione sono garantiti solo da volontari. Sono per il superamento dei campi indegni di un qualunque paese civile. Parcheggi significa gestione della mobilità: nuova area pedonale estesa, navette, piste ciclabili sensate col ritorno del bike sharing. No a un parcheggio sotto piazza Alfieri: ci sono i vasconi dei vigili del fuoco per l’emergenza, il rio Brenta e resti di interesse storico. Asti teatro ha una storia antica: ripensarlo è una scommessa. Anche per Asti musica serve un ritorno alle origini. C’è la necessità di riqualificare i mercati anche rivedendone gli orari; siamo unici ad avere due volte la settimana un mercato aperto dal mattino alla sera».

Beppe Passarino: «Le frazioni sono una ricchezza, ma presentano fragilità che rischiano di acuirsi. E’ necessario un piano strategico a lunga durata. Non è possibile pensare di cancellare i campi Rom. Occorre invece avviare azioni con mediatori culturali, concretizzare interventi efficaci per evitare il mancato rispetto delle disposizioni stabilite e regolamentare la loro presenza in Asti. Asp ha già avviato una ricerca di idee sul parcheggio di piazza del Palio, che forse risultano premature non avendo ancora realizzato un piano sulla mobilità. Sono perplesso sulla scelta di Asp di gestire Asti musica con fondi dei cittadini che pagano per i servizi. Asti teatro non ha un’identità,  ma la mancanza di risorse non permette di eguagliare le proposte di un tempo. Sui mercati, non si può rispondere senza avere mai realizzato un piano strategico».

Rita Balistreri: «Siamo il capoluogo di provincia piemontese con l’anello rurale più esteso, 14mila abitanti. La variante per i nuclei famigliari frazionali evita la desertificazione di questi luoghi. Sui campi Rom, il  rispetto delle regole è il primo caposaldo di una società civile. Il nostro intento è dar vita a una bollettizzazione anche di quanti vivono in un campo nomadi. È e opportuna la creazione di un parcheggio interrato nell’area dell’ex caserma Colli di Felizzano. Un’ulteriore soluzione è la realizzazione di un silos nello spazio Babilano. L’ obiettivo è una stagione teatrale e musicale per tutti i 12 mesi. Si può valutare l’accorpamento dei mercati in campo del Palio per liberare i parcheggi di piazza Alfieri e pensare a una riduzione degli orari in base alle stagioni»
 Paolo Cavaglià