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Alba, città creativa Unesco, forma la squadra ad hoc

ALBA Entra nel vivo il programma delle città creative Unesco, rete di 180 Municipi capaci di distinguersi in gastronomia, letteratura, design, media arts, musica, arti e artigianato o cinema.
Alba è stata eletta città creativa Unesco per la gastronomia il 31 ottobre 2017, a Parigi: si tratta della seconda città italiana dopo Parma e della trentaseiesima del mondo a fare parte di questa ambita categoria.
Lo scopo non è solamente di far parte di una élite per intercettare il crescente turismo legato all’Unesco, ma anche di creare una vera e propria rete di collaborazioni e di scambi a più livelli.
L’assessore alla cultura e al turismo Fabio Tripaldi spiega: «Come anticipato nel dossier di candidatura ci muoveremo su sei progetti: il rafforzamento della collaborazione con Parma, la nascita di collaborazioni con l’austriaca Graz e con la città camerunense di Yaoundé, dove si trovano un’impresa sociale della Ferrero e alcuni orti creati da Slow Food, e l’invenzione di nuovi eventi legati alla Fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba, a Vinum e al Bocuse d’or».

Incontri con le altre città

Nel frattempo sono cominciati gli incontri con le altre città del circuito delle creative cities: «Il 18 dicembre a Bologna si è tenuto un tavolo di coordinamento tra le città creative del Paese. Dal 17 al 19 gennaio è in programma, invece, l’incontro tra le 36 città creative per la gastronomia in Cina, precisamente a Macao. L’incontro è finanziato interamente dal Paese orientale, senza costi per la delegazione albese che vi parteciperà», precisa Tripaldi, che aggiunge: «L’incontro annuale tra tutte le città del network si terrà invece in Polonia, tra Katowice e Cracovia, mentre quello del 2019 sarà ospitato a Fabriano».
Si tratta di iniziative importanti, che contribuiranno a far conoscere ulteriormente il nome di Alba nel mondo, ma che non possono essere gestite dal solo assessore al turismo: «Stiamo valutando se creare una fondazione autonoma oppure in collaborazione con Parma. In seguito, punteremo a destinare una o più, preferibilmente due, persone al progetto delle città creative, in modo da sfruttare appieno la grande opportunità che ci arriva dall’Unesco».
I tempi saranno brevi per la creazione della squadra, che dovrà mettersi subito al lavoro ed eventualmente inventare un evento ad hoc come fatto da Parma con il fortunato festival Gola Gola.
Marcello Pasquero