Acna: da aprile la valutazione di impatto ambientale

VALLE BORMIDA Entro l’autunno si dovrebbe definire la questione dell’impatto ambientale di una parte del sito ex Acna, quella della zona A1, in cui sono stoccati milioni di metri cubi di terreni contaminati. Eni-Syndial, come conferma una nota dell’ufficio stampa dell’azienda, presenterà entro aprile la richiesta di pronuncia sulla valutazione d’impatto ambientale. I tempi stimati dalla proprietà del sito (se non ci saranno richieste di integrazioni o interruzioni del procedimento) sono di circa sei mesi. Quindi, tra ottobre e novembre, potrebbe chiudersi la controversa vicenda dell’area, che dal 2009 è al centro di una procedura di infrazione europea.

«Il Ministero, in considerazione della particolarità della valutazione di impatto ambientale “postuma” (ossia su un intervento già realizzato, ndr) , ha chiesto a Syndial di aderire, come previsto dalla normativa, a una fase di consultazione prima di presentare la richiesta di valutazione d’impatto ambientale. Questa fase ha l’obiettivo di definire la portata delle informazioni, il livello di dettaglio e le metodologie da adottare per la predisposizione dello studio di impatto ambientale», si legge nella nota di Syndial. La fase di consultazione è iniziata il 18 dicembre e per legge si deve concludere entro 60 giorni. Pertanto si è chiusa da pochi giorni.

La procedura Via e il risarcimento per il danno ambientale sono anche stati al centro di una riunione svoltasi nei giorni scorsi in Regione. Commenta il coordinatore dei sindaci valbormidesi Pier Giorgio Giacchino: «È stato un incontro positivo, che segna l’inizio di una nuova sinergia tra Valle Bormida e Regione. Per la prima volta si ragiona insieme e, pur sapendo che sarà una lotta difficile contro un colosso come Eni, questa collaborazione ci dà nuovo slancio».

Sulla procedura Via, Giacchino aggiunge: «La valutazione di impatto ambientale “postuma” è un’assoluta novità. Il rischio è che sia una formalità, soltanto per evitare le sanzioni dell’Unione europea. Probabilmente l’Eni cercherà di limitare il problema alla zona A1 e ai disturbi causati dai lavori, ma l’inquinamento è anche fuori dal sito e noi cercheremo di farlo entrare nella valutazione».

All’incontro con i dirigenti della Regione erano presenti anche i legali dei sindaci valbormidesi e i primi cittadini di Castelletto Uzzone e Saliceto Annamaria Molinari ed Enrico Pregliasco. Quest’ultimo sottolinea positivamente «l’apertura della Regione a coinvolgerci nella valutazione di impatto ambientale e la disponibilità a lavorare assieme per avere notizie sul danno ambientale». Per quanto riguarda la vertenza del risarcimento per danno ambientale, il Ministero dell’ambiente ha nominato come perito il direttore dell’Arpa Piemonte, Angelo Robotto.

Corrado Olocco