Le fotografie di Andreja Restek, reporter di guerra, per raccontare il mondo

 

INTERVISTA  La giornalista e fotoreporter di guerra Andreja Restek incontrerà le scuole superiori di Alba martedì 13 marzo nel palazzo Giacomo Morra in piazza Medford. Di origine croata, Restek vive a Torino ed è fondatrice e direttrice di Apr news, quotidiano on-line che narra lo sviluppo dei fenomeni terroristici e dei relativi gruppi organizzati nel mondo.

Negli ultimi anni Restek ha seguito le vicende belliche in Siria, Ucraina, Crimea, Russia, nei Balcani e in Africa. Il suo lavoro è stato premiato con diversi riconoscimenti nazionali e internazionali.

Il suo è un lavoro particolare, rischioso, coraggioso. Che cosa la motiva?

«Voglio raccontare storie, che se ti vengono concesse sono l’ultima cosa che rimane a certe persone. Pur rimanendo lontana dalla geopolitica, tento di spiegare ai ragazzi che il mio lavoro non è semplice come sembra, non basta cliccare sul tasto dell’obiettivo fotografico. Bisogna formarsi continuamente, viaggiare e correre qualche rischio. Ad Alba mostrerò scatti non cruenti eppure densi di significato. Ad esempio le donne della Sierra Leone, nude, che ridevano di me perché ero troppo vestita. Dove sta la ragione e soprattutto esiste una prospettiva corretta in un simile incontro di culture lontane? Queste le riflessioni che vorrei suscitare nella mente degli studenti».

Sembra fiduciosa nella riuscita del suo intento.

«La nostra generazione ha lasciato poco a quelle attuali, se non programmi di Maria De Filippi o una cultura di basso livello. Perciò ho molta fiducia nei giovani, negli studenti e nei ragazzi, che spesso sottovalutiamo e invece custodiscono un grandissimo potere di cambiamento».

Dov’è stata la sua ultima trasferta?

«L’ultimo viaggio è stato in Libano, a pochi chilometri dal confine con la Siria. Ho dormito con i profughi, conosciuto le loro storie».

L’ultima domanda è sulla sua storia. Perché ha scelto questo lavoro?

«Per me è una missione, una vocazione. Non importano i premi o i riconoscimenti, solo l’onestà e il rispetto per l’altro. Forse ho scelto questa professione perché ho vissuto la guerra nei Balcani ed ero arrabbiata: non solo per gli eventi che accadevano ma anche perché moltissime persone non sapevano nemmeno dove fossero le mie terre. La distanza tra gli orrori che la mia gente subiva e la consapevolezza del mondo mi ha colpito molto. Ho deciso di raccontare con i miei strumenti i conflitti che accadevano in ogni angolo della terra».

La mostra “Exodos”, allestita nel palazzo Banca d’Alba con quaranta immagini firmate da dieci fotografi, tra i quali Andreja Restek, sarà visitabile fino al 24 marzo, dal lunedì al sabato, dalle 15.30 alle 18.

Matteo Viberti