Campo nomadi: le demolizioni? Certo non sono possibili prima della primavera

Alba: controlli dei Carabinieri al campo nomadi Pinot Gallizio

SOLUZIONI CONDIVISE I recenti controlli dei Carabinieri al campo nomadi sono stati l’occasione per fare il punto della situazione sul fronte dei manufatti abusivi al Pinot Gallizio: ormai da anni infatti sono state emesse le ordinanze di demolizione e nel 2017 una ditta specializzata si è aggiudicata il bando indetto dal Comune. Sono una quarantina i manufatti in legno e in muratura per i quali sono state riscontrate forme di abusivismo e oltre alle ordinanze comunali sono anche in corso procedimenti da parte della Procura della Repubblica astigiana relativamente a singoli casi: la quasi totalità degli edifici del campo.

A giugno il sindaco di Alba Maurizio Marello aveva espresso a Gazzetta l’intenzione di procedere durante l’estate, con il bel tempo, ma i piani sono saltati: «L’obiettivo è cercare una soluzione condivisa anziché procedere con la forza; si sono svolte numerose riunioni in quest’ottica», spiega il sindaco. Per ora però non è stato possibile trovare una quadra: «Al momento non ancora, perché non tutti accettano il discorso delle case mobili. L’ipotesi è di abbattere le abitazioni abusive e risistemare le diverse piazzole, dove le famiglie potranno adottare soluzioni abitative mobili: case su ruota e spostabili in caso di emergenza, come camper o roulotte. Parte degli abitanti ha accettato questa soluzione – e in quest’ottica si sta attivando per procurarsele –, un’altra parte non ancora. Nei mesi invernali il tempo non è favorevole per fare questo tipo di intervento, che quando sarà praticabile non sarà una cosa lunga: una volta che saranno pronte le case mobili dovrebbe essere questione di pochi giorni. Se non se ne può fare a meno, bisognerà fare interventi di tipo forzoso, ma tenuto conto del numero di persone, circa un centinaio, e della presenza di minori, si vorrebbe evitare; a noi questa soluzione sembra ragionevole: tutela la legalità e crea condizioni di vita decorose», afferma il primo cittadino.

L’esecuzione delle demolizioni slitta quindi a non prima della primavera prossima. Rimane aperta la questione della posizione a rischio del campo albese, che si trova su un terreno che il piano regolatore classifica come esondabile: «È evidente che bisognerà trovare un modo di collocare il campo altrove, in una zona non a ridosso del Tanaro, ma qualcuno nel frattempo si è già anche sistemato da altre parti. Si tratta però di un progetto con prospettive temporali più lunghe», conclude il sindaco Marello.

Adriana Riccomagno

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