Bambino perse una mano: citati in giudizio autista del Pullman e il legale rappresentante della “Sac”

Nuove ambulanze ad Alba e Bra

BRA Si dovranno presentare di fronte al giudice il 3 giugno prossimo un autista e il rappresentante legale della Sac Srl: sono imputati nella vicenda avvenuta il 28 ottobre del 2016 a Bra, in cui un bambino che all’epoca aveva sei anni perse una mano. La citazione in giudizio è stata richiesta il pubblico ministero del Tribunale di Asti Francesca Dentis.

Secondo la ricostruzione, l’autista dell’autobus della Sac Srl, aggiudicataria del servizio di trasporto scolastico per l’anno scolastico 2016/2017 per il Comune di Bra, adibito a servizio di scuolabus, quel giorno, mentre effettuava la fermata presso una cascina, distratto dall’uso di un apparecchio radiotelefonico, aveva sbagliato la traiettoria di marcia andando a urtare lo spigolo di un muro. Era stata quindi colpita la mano destra dell’alunno, che si trovava a bordo in piedi e non seduto al momento della ripartenza del mezzo, e che aveva infilato, probabilmente per curiosità, la manina in una fessura di 6/7 centimetri all’altezza della parte inferiore della portiera posteriore destra dell’autobus, che si era venuta a creare a seguito di una rottura o guasto della guarnizione in gomma. All’incidente erano conseguite lesioni personali gravissime, consistite nell’amputazione della mano destra, in modo tale da rendere l’arto inservibile ai fini della funzione prensile.

È imputato anche il legale rappresentante della Sac Srl per serie di violazioni, in particolare per non aver garantito che il bimbo fosse seduto e per non aver provveduto alla riparazione della fessura.

L’autista è difeso dall’avvocato Fernanda Portulano del foro di Torino e il legale rappresentante della Sac Srl da Carlo Mussa del foro di Torino.

La parte offesa, cioè il bambino tramite i genitori, a suo tempo aveva presentato un esposto alla Procura di Asti; commenta il legale Roberto Ponzio del foro di Alba: “L’incidente ha determinato un gravissimo danno biologico permanente al ragazzo, con riflessi di natura psichica e con una marcata incidenza sulla qualità di vita sua e dell’intero nucleo famigliare.”

Adriana Riccomagno 

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