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Al Vinitaly record la carica di 600 aziende piemontesi

VERONA L’Italia del vino e non solo si è confrontata a Verona, nello storico appuntamento del Vinitaly, il salone internazionale che ha chiuso mercoledì 10 aprile. L’ente Fiere di Verona ha annunciato la nuova edizione di Vinitaly con la tradizionale enfasi. E sono i numeri a dargli ragione: nonostante le fisiologiche defezioni di aziende che hanno orientato altrove la loro attività promozionale, il numero degli espositori è cresciuto. La riorganizzazione di un paio di padiglioni ha permesso di accogliere 130 nuovi espositori, che portano il numero totale a quota 4.600, da 35 nazioni e con oltre 18mila etichette.

È stato annunciato un nuovo ridimensionamento della quota destinata agli appassionati del vino, per i quali è stato potenziato il fuori salone Vinitaly and the city.

In ogni caso, le stime fanno pensare a un afflusso di circa 130mila visitatori da 150 Paesi, con l’ulteriore rafforzamento dei compratori esteri. Due le principali novità: l’Organic hall e Vinitaly design. Il primo accoglie Vinitalybio – organizzato in collaborazione con Federbio e dedicato ai vini biologici –, e la collettiva dell’associazione Vite (Vignaioli e territori). Vinitaly design è invece il risultato della razionalizzazione di Enolitech. Al suo interno sono proposti i prodotti e gli accessori che completano l’offerta per la promozione, l’esperienza sensoriale e l’accoglienza, come oggettistica per la degustazione e il servizio, arredi, packaging.

La presenza piemontese al Vinitaly è di nuovo concentrata nel padiglione 10, dove i visitatori possono incontrare circa 600 espositori, soprattutto piccole e medie aziende, accompagnate da una ventina di cantine cooperative, consorzi di tutela, associazioni di produttori e altre istituzioni economiche e professionali. Altre aziende piemontesi sono ancora collocate in altre aree espositive, un po’ perché non hanno trovato posto nel padiglione 10, un po’ perché sono tradizionalmente accasate in tali spazi e non intendono rinunciare a situazioni già note alla loro clientela.

La partecipazione piemontese è favorita dalla collaborazione tra Regione, Piemonte land of perfection e Unioncamere, che tra l’altro gestiscono direttamente uno spazio collettivo specifico in cui trovano posto circa 200 piccoli produttori.

Ritorna anche il premio Angelo Betti dedicato ai benemeriti della vitivinicoltura italiana, che un tempo era denominato Cangrande. Per quanto concerne il Piemonte, la nostra Regione ha segnalato Vincenzo Gerbi, professore di scienza e tecnologia degli alimenti all’Università di Torino, che da anni svolge attività di ricerca e insegnamento in viticoltura ed enologia.

Giancarlo Montaldo