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Puzze dall’Italgelatine: sequestrata una parte degli impianti

AGGIORNAMENTO Dal Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri precisano che  il sequestro preventivo  dei 4 aspi (impianti di idrolisi acida) su un totale di 8 presenti nell’impianto Italgelatine di Santa Vittoria è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Asti dottor Alberto Giannone, in seguito alla richiesta avanzata dai pubblici ministeri  Vincenzo Paone (procuratore aggiunto) e Davide Lucignani (sostituto procuratore).

Negli atti della magistratura si sostiene che all’impianto di depurazione della ditta viene inviato un carico inquinante superiore al dato progettuale di dimensionamento del sistema di depurazione e ciò provoca  inquinamento dell’aria e delle acque del fiume Tanaro. Per tali ragioni il blocco parziale della sezione di idrolisi acida-basica di preparazione della materia prima (Aspi), a monte della fase di estrazione (formata da 8 aspi totali), dovrebbe consentire all’impresa di rispettare i limiti progettuali dell’impianto di depurazione.

SANTA VITTORIA  Questa mattina, giovedì 18 luglio, i Carabinieri del Nucleo operativo ecologico si sono presentati allo stabilimento Italgelatine di Santa Vittora per sequestrare una parte dell’impianto produttivo.

Sulla base di quanto accertato, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Asti che ha condiviso le tesi di tecnici e inquirenti, i Carabinieri hanno posto i sigilli a  4 aspi, impianti di idrolisi, sorta di “bollitori” su un totale di 8 presenti nell’impianto. Ora lo stabilimento continua a funzionare utilizzando solo alcune materie prime, genera un minore flusso di refluo permettendo al depuratore di non entrare in crisi. Il sequestro verrà revocato quando l’azienda eliminerà tutti gli inconvenienti riscontrati e potrà assicurare uno scarico conforme ai limiti della normativa; fino ad allora la capacità dell’impianto produttivo sarà ridotta alla quantità di reflui trattabili nei limiti delle capacità funzionali del depuratore.

Inoltre il rappresentante legale e i tecnici responsabili del sito dovranno rispondere all’autorità giudiziaria dei reati di inquinamento ambientale aggravato, getto pericoloso di cose, scarico di acque ed emissioni in atmosfera non autorizzati.

LA VICENDA

Dall’inizio di quest’anno sono state numerosissime le segnalazioni di odori molesti che gli abitanti del comprensorio Albese e Braidese hanno inviato a tutti gli enti ed istituzioni.
La Italgelatine di Santa Vittoria da cinquant’anni lavora sostanze alimentari, cosmetiche e farmaceutiche, partendo dalle pelli animali: suini, bovini e ittici. Il particolare tipo di lavorazione, in alcuni periodi dell’anno, ha provocato odori non proprio gradevoli; dall’inizio del 2019, proprio in concomitanza della lavorazione di pelli di pesce, il problema si è notevolmente acuito, generando le lamentele della popolazione.

I Carabinieri del Noe di Alessandria hanno pertanto costituito una task force con le componenti specialistiche di Arpa Piemonte, Provincia ed Asl e l’ausilio dell’Arma territoriale di Bra, con lo scopo di accertare le cause di tali fastidiosi miasmi e verificare il rispetto da parte dell’azienda delle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni all’esercizio, esaminando le varie fasi del ciclo produttivo e il funzionamento dell’impianto di depurazione.

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L’Associazione nazionale carabinieri di Torino ha per l’occasione posto a disposizione un velivolo a pilotaggio remoto, che grazie ai suoi strumenti ottici ha permesso di avere contezza dei punti di maggiore interesse da valutare a terra.

Gli accertamenti tecnici e gli esami di laboratorio svolti da Arpa Piemonte, campionando l’aria e le acque reflue immesse nel fiume Tanaro, hanno permesso di dimostrare che i motivi degli insopportabili odori sono da attribuire al sistema di depurazione biologico, che non è stato in grado di abbattere alcune sostanze chimiche provenienti dal ciclo produttivo e immesse nello scarico, causando criticità sulla qualità delle acque del fiume Tanaro e dell’aria.