14.271 piccole imprese artigiane lavorano per il turismo

ALBA Se fosse il turismo l’opportunità da cogliere per le piccole e le medie imprese del territorio piemontese? In realtà l’abbinamento turismo-impresa è già una realtà, grazie ai flussi turistici in aumento. A tracciare il quadro sul settore è stato il Centro studi di Confartigianato Piemonte, che ha esaminato i comparti piemontesi attraverso i dati Istat e Unioncamere.

In tutto sono 14.271 le piccole e medie aziende artigiane che si occupano di attività legate alle vacanze e allo svago, dai trasporti alla ricettività, dalla ristorazione all’agroalimentare, per arrivare al benessere, all’intrattenimento, alle attività ricreative, ma anche la produzione e la vendita di artigianato artistico, abbigliamento e calzature. La provincia con più realtà artigiane potenzialmente interessate da attività turistiche è Torino, con oltre 7mila imprese, che rappresentano il 12,7 per cento di quelle iscritte alla Camera di commercio. La Granda è al secondo posto, con quasi duemila imprese, l’11 per cento del totale delle realtà artigiane. Superano le mille imprese turistiche le province di Alessandria e di Novara, mentre Asti si ferma a 670 attività, il Verbano-Cusio-Ossola a 493 e la provincia di Vercelli a 487. A livello regionale l’artigianato con una vocazione turistica rappresenta il 12,4 per cento delle piccole imprese, contro il 16 della media nazionale. In Sicilia, prima in classifica, la percentuale arriva al 22,4, in Campania al 21. C’è da correre, insomma.

In più, secondo l’analisi di Confartigianato, il trend di nascita di nuove imprese in Piemonte è ancora negativo: i dati rilevano, infatti, che nel 2018 il numero delle imprese artigiane piemontesi che lavorano nel settore delle vacanze sia sceso dell’1,5 per cento rispetto al 2017. Commenta Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Piemonte: «Con 5 milioni di arrivi e 15 milioni di presenze nella nostra regione, undicesima a livello nazionale, il turismo è un ambito a cui guardare. Ma dobbiamo spingerci a lavorare con ancora più determinazione, per guadagnare posizioni più alte sul fronte dell’artigianato, della cultura e dell’ambiente, che rappresentano i motori della nostra economia». Per Felici, la chiave è il turismo esperienziale, cioè la combinazione di attività che permettono di vivere il territorio.

Aziende straniere portano il personale a formarsi meglio sulle colline Unesco

Tra le nuove tendenze in fatto di visitatori, da qualche anno tra le colline Unesco è in aumento il turismo aziendale, cioè aziende che arrivano sul territorio per momenti di formazione, di confronto e di crescita, soprattutto realtà straniere. Così c’è chi, a partire dalla sua attività, si è specializzato nell’offrire servizi esperienziali ai gruppi aziendali durante questi giorni nelle Langhe. Come l’albese Sergio Gardino che dice: «Sono una guida naturalistica ambientale e da sempre accompagno gruppi di visitatori per il mondo. Collaborando con il Consorzio turistico, da qualche tempo mi occupo anche di seguire i gruppi aziendali sul nostro territorio, proponendo loro attività a piedi o in bicicletta, momenti ludici che servono a favorire il confronto e la coesione del gruppo, magari anche con qualche tappa per degustazioni o visite in cantina. Fino ad oggi abbiamo avuto soprattutto stranieri, provenienti dal Nord Europa, ma ci sono anche aziende italiane e persino locali che stanno scegliendo quest’opzione: il mio obiettivo è offrire un’esperienza, qualcosa di positivo che rimanga».

Langhe e Roero: ben 832 strutture per 12.300 posti

Tra Alba, Langhe e Roero, un occhio diretto sul rapporto turismo-lavoro lo fornisce il Consorzio turistico, che mantiene i contatti con le strutture e i servizi, offrendo esperienze a chi decide di visitare il territorio per svago o per lavoro. Sul fronte delle strutture ricettive, sono sempre di più le realtà attive nella ristorazione e nell’accoglienza: si contano 832 attività, di cui 90 alberghi e 742 strutture extralberghiere, come affittacamere o bed&breakfast, per un totale di 12.300 posti letto (il 64 per cento presenti nelle strutture extralberghiere). Dal 2009 – quando erano 585 – a oggi, c’è stato un incremento del 42 per cento. Merito dei flussi turistici in aumento (si contano 804mila presenze nel 2018), con conseguenti nuove attività.

Commenta Elisabetta Grasso, presidente del consorzio: «È chiaro che il turismo può diventare un business nelle Langhe e nel Roero, non soltanto per quanto riguarda hotel e ristoranti. Questi ultimi rimangono la voce principale, ma sono aumentati anche gli imprenditori che propongono servizi: si va da chi noleggia biciclette e accompagna i gruppi ai corsi di cucina alle ricerche del tartufo, le degustazioni e sempre nuove proposte». Ma perché un imprenditore possa avere successo non ci si improvvisa: «È facile pensare che con il turismo si possa avere un guadagno facile, ma i nostri visitatori richiedono standard qualitativi elevati: per questo serve formazione e preparazione sul campo, così da offrire un servizio all’altezza».

Federico, da negozio di biciclette a noleggio

Sulla scia del turismo, anche una realtà attiva da molti anni può trovare strade non tradizionali, offrendo opportunità alle nuove generazioni. Così da qualche anno Federico Torto, 28 anni, e sua sorella Beatrice, 23, sono entrati a tutti gli effetti a far parte dello storico negozio di biciclette di famiglia ad Alba, dandogli un nuovo taglio. Spiega Federico: «Se fino a qualche anno fa eravamo il classico negozio di vendita di biciclette, attività che continuiamo a portare avanti, oggi una fetta sempre più importante del nostro lavoro è quello del noleggio di mezzi – sia classici che elettrici – ai turisti che arrivano ad Alba, nelle Langhe e nel Roero, offrendo su richiesta anche un servizio di accompagnatori professionisti o applicazioni per spostarsi facilmente tra le nostre colline». L’idea è stata di Federico, che dopo gli studi da geometra, otto anni fa ha capito di voler entrare a far parte dell’attività di famiglia: «Vedendo il numero in crescita di visitatori che ci chiedevano di noleggiare biciclette, conoscendo l’inglese, ho deciso di tentare questa strada, che oggi sta dando buoni frutti. All’inizio la cultura dell’e-bike era legata principalmente al Nord Europa, tanto che ci venivamo richiesti mezzi più all’avanguardia di quelli disponibili, mentre oggi sono in tanti a scegliere le due ruote per visitare le nostre zone, anche se la fetta più importante rimangono gli stranieri, che rappresentano circa l’ottanta per cento dei nostri clienti».

Federico lavora anche con strutture e con attività: «Quando ci chiedono di essere accompagnati tra cantine o paesi, organizziamo anche esperienze sul territorio. A loro volta, le strutture ci contattano se hanno famiglie o gruppi: si è creata in questi anni una vera rete».

Per il giovane, la chiave del servizio offerto è la qualità: «Oggi il turismo dalle nostre parti fa gola a tanti, ma serve preparazione e professionalità, altrimenti non si può andare avanti e crescere», conclude Torto.

Francesca Pinaffo